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Annullato un atto impositivo illegittimo, il caso risolto di un procacciatore del nord Italia

articolo a cura di:
Lodovico Poschi
Lodovico Poschi

pubblicazione:

avviso di accertamento
Hai ricevuto un avviso di accertamento? È possibile, manca poco al termine del 2022 e si intensificano le notifiche dall’Agenzia delle Entrate.

Anche in questo caso, torniamo a parlare di avviso di accertamento, come in altri casi risolti. Il fisco ha l’arduo compito di incassare 14,4 miliardi di euro, una cifra davvero alta che si traduce nell’invio di circa 30.000 notifiche al giorno da qui al 31 dicembre.

Tuttavia, ci sono alcuni casi in cui le richieste avanzate dal Fisco non avvengono secondo la forma corretta, ed è possibile annullare l’atto impositivo che risulta illegittimo. 

In questo articolo analizziamo un caso risolto da uno dei nostri legali, l’avvocato Guglielmo Giuseppe Di Giovanni.

La vittima di turno è un Procacciatore commerciale che opera nel Nord Italia e alla fine ha ottenuto giustizia grazie all’aiuto di CFC Crisi Fiscale d’Impresa.

Gestire la richiesta di informazioni dell’Agenzia delle Entrate

Il caso nasce in seguito alla richiesta di informazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, uno strumento utilizzato per ottenere documentazione aggiuntiva dal contribuente.

È importante sottolineare che non c’è nessun obbligo su questa richiesta e si può decidere di rispondere o astenersi dal farlo senza temere ripercussioni.

“Il modo di comportarsi – spiega l’avvocato Di Giovanni – dipende dalla strategia difensiva che si intende adottare. Tuttavia in questo caso appare evidente che l’Agenzia ha ritenuto non collaborativo il comportamento del contribuente, fornendo lo spunto per intervenire. Di qui la notifica dell’avviso di accertamento”.

Insomma, il contribuente ha deciso di non rispondere alla richiesta di informazioni del Fisco e si è visto recapitare una notifica dell’avviso di accertamento.

Una mossa sbagliata dell’Agenzia delle Entrate, che è stata prontamente smontata dal nostro avvocato in fase di contenzioso, e il motivo è molto semplice.

Vediamo perché.

“Nel caso del nostro imprenditore – continua l’avvocato Di Giovanni – gli uffici sono ricorsi alla forma di controllo più invasiva: il metodo induttivo. Mi spiego. In questo caso, il Fisco può notificare al contribuente un avviso di accertamento avvalendosi di qualunque indizio in suo possesso. Attingendo, ad esempio, a informazioni reddituali tratte dall’Anagrafe tributaria e relative a contribuenti terzi e diversi rispetto a quello sottoposto a controllo”.

Tornando al nostro caso specifico, l’avviso di accertamento contestava all’imprenditore un maggior reddito evaso.

Annullare un avviso di accertamento è possibile

Secondo il metodo induttivo utilizzato dall’Agenzia delle Entrate, il parametro di riferimento preso in considerazione era la media dei redditi prodotti da altri 5 contribuenti individuati all’anagrafe tributaria, che l’ufficio riteneva svolgere attività equiparabili a quella del nostro imprenditore.

“In pratica – precisa l’avvocato Di Giovanni – l’Agenzia ha ritenuto che il reddito medio calcolato sui 5 contribuenti fosse applicabile anche al nostro cliente. Peccato però che dei 5 contribuenti individuati mancavano informazioni fondamentali come il lavoro svolto, o la zona di residenza. Tutti dati molto importanti per valutare se il campione individuato dall’ufficio fosse compatibile con il nostro caso”.

Dopo aver raccolto dati sufficienti per definire una strategia difensiva, l’avvocato Di Giovanni ha individuato un elemento ben preciso su cui puntare: l’avviso di accertamento conteneva un evidente difetto motivazionale e anche probatorio. 

Insomma, secondo il legale di CFC Crisi Fiscale d’Impresa l’avviso di accertamento doveva essere annullato.

“E così è stato! – conclude l’avvocato – Insieme al cliente abbiamo subito presentato ricorso. In sede di giudizio il giudice ha riconosciuto una violazione del diritto di difesa del contribuente, sancendo un principio chiaro e ineludibile: la pretesa del fisco può essere sì discrezionale, ma non arbitraria”.

Per chiarire ancora meglio, ecco qui un passaggio saliente della sentenza.

“I dati utilizzati dall’ufficio, essendo estrapolati dall’anagrafe tributaria, non sono conoscibili dal contribuente e questo gli ha impedito di avere piena contezza delle ragioni della pretesa tributaria e di poter apprestare quindi una idonea difesa”.

Hai ricevuto un avviso di accertamento? Scopri come possiamo aiutarti

Ancora una volta, grazie all’aiuto di un legale di CFC Crisi Fiscale d’Impresa, un imprenditore è riuscito ad annullare l’atto impositivo illegittimo che gli era stato recapitato.

Affidarsi ad un team esperto e competente come quello di CFC Crisi Fiscale d’Impresa può aiutarti a risolvere i tuoi problemi col Fisco, arrivando persino ad annullare un atto impositivo illegittimo.

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