Tregua fiscale: definizione delle liti fiscali pendenti, irregolarità formali, controlli automatici e adesione agevolata

articolo a cura di:
Lodovico Poschi
Lodovico Poschi

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liti fiscali pendenti

Negli articoli 38, 40 e 41, 42 e 44 della legge di bilancio la tregua fiscale propone definizioni di liti fiscali pendenti, irregolarità formali, controlli automatici a adesione agevolata. 

Risoluzione liti fiscali pendenti

Qualunque tipo di contenzioso, avente come controparte l’Agenzia delle Entrate e pendente in ogni stato e grado di giudizio, potrà essere estinto versando solo la quota capitale dell’imposta dovuta (rappresentativa il c.d. “valore della controversia”), con una percentuale di sconto diversa a seconda dello stato e degli esiti provvisori dei processi tributari.

Nel dettaglio, si pagherà:

  • il 90% del valore della controversia, se si fosse ancora in primo grado;
  • il 40% del valore della controversia, in caso di sentenza favorevole di primo grado;
  • il 15% del valore della controversia, in caso di sentenza favorevole di secondo grado;
  • il 100% del valore della controversia, in caso di sentenza sfavorevole non ancora definitiva.

Il pagamento per definire liti pendenti può avvenire in 20 rate trimestrali a partire da metà 2023.

Controlli automatici

È prevista la definizione agevolata delle somme dovute a seguito di controllo automatizzato delle dichiarazioni relativamente ai periodi d’imposta 2019, 2020 e 2021, per le quali il termine di pagamento non è ancora scaduto all’1/1/2023.

Possono essere definite con il pagamento delle imposte e dei contributi previdenziali, degli interessi e delle somme aggiuntive. Sanzioni del 3% senza alcuna riduzione delle imposte non versate o versate in ritardo. In caso di mancato pagamento, in tutto o in parte, la definizione non produce effetti e si applicano le sanzioni ordinarie. Rateizzabile, ma il mancato pagamento totale o parziale, fa cadere i benefici.

Irregolarità formali

Riparte la regolarizzazione degli errori formali. Sono sanabili le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti che non rilevano nella determinazione della base imponibile (per imposte dirette, Iva, Irap e tributi) commesse fino al 31 ottobre 2022

Questi errori possono essere regolarizzati mediante il versamento di una somma di 200 per ciascun periodo d’imposta cui si riferiscono. Il versamento della somma in sanatoria dovrà essere eseguito in due rate di pari importo, da versare entro il 31 marzo 2023 e il 31 marzo 2024.

Adesione agevolata

In questa regolarizzazione rientrano i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate e relativamente agli accertamenti con adesione consegnati entro la data del 31 marzo 2023, nonché quelli relativi ad avvisi di accertamento e avvisi di rettifica e liquidazione non impugnati e ancora impugnabili alla data di entrata di entrata in vigore della Finanziaria, e quelli notificati successivamente, entro il 31 marzo 2023

Le sanzioni per questa regolarizzazione si applicano nella misura di un diciottesimo del minimo previsto dalla legge.

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