Le parole del Viceministro Leo: arriva la tregua fiscale per 19 milioni di cartelle pendenti

articolo a cura di:
Stefano Aiello
Stefano Aiello

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Tregua Fiscale per le cartelle pendenti

Arrivano le prime parole del Viceministro Leo in riferimento alla nuova tregua fiscale per il 2023 con importanti novità anche per aziende e imprenditori.

Per il Viceministro del MEF il gettito previsto nel 2023 è di circa tre miliardi di euro che saranno incassati correggendo la base imponibile 2022 e aumentando l’aliquota dal 25% al 35% sugli utili aziendali. 

Inoltre si farà riferimento non più al differenziale Iva ma all’utile del bilancio, sulla scia del regolamento Ue.

Ecco la tregua fiscale per cartelle pendenti: cosa prevede

L’obiettivo principale della tregua fiscale è quello di riequilibrare il rapporto tra fisco e contribuenti, anche senza condono. Una delle misure previste è quella di poter saldare il debito con il Fisco in cinque anni e con una sanzione del 3% (per gli avvisi bonari) per tutti quei contribuenti che hanno dichiarato tutto correttamente tra il 2019 e il 2021 e poi causa Covid non sono riusciti a versare le imposte dovute.

La situazione è diversa invece per chi ha dichiarato meno del dovuto. Se il Fisco non ha contestato ancora l’evasione c’è la possibilità di un “ravvedimento operoso” più graduale: si paga tutto il dovuto in due anni e con una sanzione del 5%. 

Se invece l’evasione è già stata contestata, il contribuente può pagare a rate, in cinque anni, e con una sanzione del 5%.

Tuttavia sono diversi i casi in cui il Fisco è in errore e l’imprenditore può fare ricorso per annullare l’intera pretesa.

Cartelle fino a 1.000 euro cancellate, ma non c’è il condono

A differenza delle voci dei giorni scorsi che parlavano fortemente di un condono fiscale, il Viceministro Leo ha voluto chiarire la situazione perché non mancano gli sconti anche per chi ha evaso in passato.

“Con la tregua fiscale vogliamo instaurare un rapporto meno conflittuale col contribuente e smaltire il magazzino crediti dell’Agenzia delle Entrate che ha raggiunto 1.132 miliardi, di cui sono una minima parte esigibile. Ecco perché cancelliamo le cartelle fino a mille euro notificate fino al 2015, mentre per le altre si dovrà pagare tutto, ma in cinque anni, senza sanzioni, agi ed interessi”. 

Queste le parole del Viceministro Leo che riguardano tantissimi italiani, considerando che le cartelle pendenti sono ben 19 milioni.

L’obiettivo è quello di “svuotare” il magazzino dell’Agenzia delle Entrate dai crediti inesigibili per concentrarsi sulla riscossione degli altri.

La lotta all’evasione fiscale continua

Per quanto riguarda la lotta all’evasione fiscale continua il lavoro di Agenzia delle Entrate e a partire dal 2023 ci sarà un’importante novità: le Partite Iva potranno essere cancellate se associate a fenomeni di apertura e chiusura a ripetizione per evitare il pagamento delle imposte. La soluzione sarà una fideiussione bancaria a garanzia delle imposte future, in quanto a bilancio non è possibile stimare in anticipo i proventi dalla lotta all’evasione ma saranno depositati a consuntivo.

Infine si parla dell’ampliamento del regime forfettario dalla soglia attuale di 65 mila euro fino ad 85 mila.

Questa nuova misura è in linea con le direttive dell’Unione Europea e potrà arrivare fino a 100 mila euro nel 2025. Inoltre, aggiunge il Viceministro Leo, “abbiamo corretto un meccanismo della vecchia flat tax che non funzionava, stabilendo che se l’anno successivo a quello in cui si è beneficiato dall’aliquota al 15%, si superano i 100 mila euro di ricavi, si esce sin da subito dalla flat tax e non dall’anno dopo, a differenza di quanto previsto ora”. 

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