Tregua Fiscale: cancellate le Cartelle esattoriali fino a 1.000 euro

articolo a cura di:
Lodovico Poschi
Lodovico Poschi

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Tregua fiscale 2023, cfc, carlo carmine, fisco

Tregua fiscale per le cartelle esattoriali fino a 1.000 euro. Cosa devono fare gli imprenditori?

La voce si rincorreva da un paio di settimane, ma adesso il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo ha confermato tutto durante la trasmissione “Quarta Repubblica”. 

Ad anticipare la notizia, anche Carlo Carmine e Simone Forte nel corso della trasmissione in onda su Sky – BFC Forbes TaxShowLive che hanno evidenziato anche le criticità legate a questa iniziativa (qui un breve riassunto della puntata). Se da un lato sembra essere la “manna dal cielo”, dall’altro va analizzata con estrema attenzione per diversi motivi.

  1. Primo tra tutti il fatto che esistono opportunità diverse che permettono agli imprenditori non solo di annullare queste cartelle ma anche, e soprattutto, di ridurre il debito fiscale anche dell’80% in un colpo solo.

Tregua Fiscale: colpo di spugna alle cartelle sotto i 1.000€, il parere del Viceministro

Questa massa di cartelle c’è – ha spiegato Leo – perché nel corso del tempo si sono avvicendati tanti provvedimenti. In base ai quali, dopo l’iter che parte dagli avvisi di accertamento spesso non onorati dai contribuenti, si traducono in cartelle esattoriali: in tutto 1.132 miliardi. Di questi, la Corte dei conti ci dice che se ne possono riscuotere solo il 6-7%”.

La mini sanatoria sarà dunque inserita nella prossima legge di bilancio. Riguarderà le cartelle esattoriali fino a mille euro che dunque, parole del viceministro, “potranno essere cestinate”.

“In una situazione normale – ha continuato – si dovrebbe togliere di mezzo questa massa di cartelle non riscuotibili. Ad esempio ci sono delle cartelle che hanno raggiunto i deceduti e purtroppo non possono più essere onorate. Oppure altre che riguardano soggetti che non possono più adempiere alle loro obbligazioni tributarie: queste cartelle vanno necessariamente tolte di mezzo”.

Niente condoni, un provvedimento che conviene allo Stato. Poi ci sono tutte le altre, su cui bisogna fare una selezione.

“Nel caso di cartelle esattoriali fino a 1.000 euro – ha detto il viceministro – i costi di riscossione sono più elevati rispetto a quello che si può riscuotere.

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Se la cartella è di 800 euro, il costo di riscossione è molto più elevato. Pensiamo alle cartelle sino al 2015, che vennero azzerate con un provvedimento analogo adottato dal 2000 al 2010.

Bene, se portiamo quella data e la spostiamo in avanti al 2015, tutte le cartelle di un valore inferiore a 1000 euro possono essere cestinate. E non perché vogliamo fare condoni – ha concluso -, ma perché gli oneri di riscossione sono più elevati”.

Questa tregua fiscale è finalizzata a migliorare la situazione del magazzino dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ingolfato ormai da anni con cartelle riferite a debiti oggi inesigibili. Oppure, come nel caso di importi sotto i 1000 euro, i costi di riscossione risultano più alti dei benefici

Ma resta l’allarme per una situazione che al momento rischia di esplodere. Uno studio pubblicato di recente ha fatto emergere che un’impresa su cinque non è in grado di adempiere ai propri obblighi con il Fisco. 

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