Tregua fiscale anche per avvisi bonari, Transazione Fiscale l’unico vero Saldo e Stralcio per le aziende

articolo a cura di:
Lodovico Poschi
Lodovico Poschi

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tregua fiscale per avvisi bonari

Tregua Fiscale per avvisi bonari, leggi qui

Si annuncia, quella del 2023, una tregua fiscale ad ampio raggio, che comprenderà anche gli avvisi bonari.

Una tregua fiscale che però riguarderà principalmente cartelle esattoriali molto datate (entro il 2015) e con importi molto bassi. 

Della sanatoria totale sulle cartelle fino a 1000 euro abbiamo già parlato in un precedente articolo (leggi qui).

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La sanatoria dovrebbe prevedere anche la riduzione al 3% delle sanzioni sugli avvisi bonari con possibilità di rateizzazione in due anni.

Tregua fiscale per avvisi bonari e cartelle esattoriali, ecco cosa è previsto.

Per quanto riguarda le cartelle di pagamento emesse da Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia), al vaglio ci sono due scaglioni

  • cartelle fino a 1000 euro (iscritte a ruolo entro il 31/12/2015): cancellate automaticamente
  • cartelle superiori a 1000 euro (o fino a mille euro ma iscritte a ruolo dal 01/01/2016): pagamento dell’intera imposta da versare rateizzata anche in cinque anni e senza alcuna maggiorazione

Come è facile intuire, l’annunciata tregua fiscale è un provvedimento sanatorio rivolto per il 90% alle persone fisiche

Non è pertanto assimilabile ad un saldo e stralcio per le aziende. 

E allora, cosa può fare un imprenditore con un debito superiore a 500 mila euro sulle spalle?

Esiste una soluzione praticabile e davvero risolutiva per tornare ad essere imprenditore imprenditore libero e contribuente sano?

Esistono strumenti efficaci per andare oltre la crisi fiscale d’impresa?

Commenta il Pres. Carlo Carmine: “È una domanda che tanti imprenditori si fanno quando decidono che è arrivato il momento di scrollarsi di dosso un debito importante, che frena pesantemente lo sviluppo dell’azienda o addirittura ne mette a rischio la stessa sopravvivenza con il rischio che venga aggredito anche il patrimonio personale. Su questo punto vogliamo essere chiari: per noi di CFC Crisi fiscale d’impresa il solo e unico saldo e stralcio per le aziende si chiama transazione fiscale”.

Crisi fiscale d’impresa: transazione fiscale VS tregua fiscale

Poniamo che al 30 ottobre 2022 – causa pandemia, conflitto, costi dell’energia e inflazione – tu abbia accumulato un debito con il Fisco di 1 milione di euro. E che a giugno del 2022 ti siano state notificate cartelle esattoriali relative a debiti di qualche anno fa, per 300.000 euro.

Cosa succederebbe con la possibile tregua fiscale in arrivo?

Potresti dover pagare le cartelle esattoriali con uno sconto del 20% (in media). Quindi su 300.000 euro potresti risparmiare 60.000 euro e dover pagare in 5 anni 240.000, insieme però ai restanti 700.000 di debito con il fisco non compreso nelle cartelle notificate.

Vediamo il caso della transazione fiscale. 

Grazie alle novità del Codice della Crisi di Impresa di luglio 2022, laddove sussistano le condizioni previste da uno stato di crisi, potresti risparmiare ben 800mila euro sul milione di debito, ovvero l’80% del debito complessivo con il Fisco, con la possibilità di pagare i 200.000 euro che restano (20%) in 4 o 5 anni.

Come puoi vedere, siamo di fronte ad una opportunità di gran lunga più favorevole, che consente davvero di andare oltre la crisi fiscale d’impresa e di ripartire con il proprio business. 

Ricordiamo che gli unici strumenti giuridici all’interno dei quali è consentita la transazione fiscale sono il concordato preventivo e l’accordo di ristrutturazione del debito, procedura, quest’ultima, che l’imprenditore può mettere in atto anche al di fuori del tribunale che a quel punto interviene solo al momento dell’omologa. 

Fatti affiancare dal professionista giusto, scopri la strategia vincente

Questa è certamente la strada maestra da seguire nel caso in cui l’imprenditore intenda fare tutto il possibile per garantire la continuità della sua impresa. Essa infatti ti consentirà di: 

  • salvaguardare posti di lavoro 
  • non interrompere la catena virtuosa con i fornitori
  • tornare ad essere un contribuente sano e un valore aggiunto per la società
  • usufruire delle “misure protettive”, un ombrello che ti proteggerà da eventuali azioni esecutive dello stesso fisco (ivi compresa una malaugurata istanza di fallimento)

CFC Crisi fiscale d’impresa aiuta le imprese da oltre 20 anni a gestire e risolvere le posizioni debitorie verso il fisco e lavorando d’anticipo si è dotata di un team di professionisti legali dedicato alla crisi fiscale d’impresa. 

Fai la cosa giusta e scegli la strategia vincente. Un nostro difensore patrimoniale è tua disposizione per una valutazione approfondita della tua posizione.

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Carlo Carmine: con il Nuovo Codice elimini l’80% del Debito fiscale

Le parole del Presidente Carlo Carmine, che trovi anche a questo link ci indicano il suo pensiero in merito

“Sta arrivando molto probabilmente il saldo e stralcio del Governo Meloni. Con il Saldo e Stralcio, secondo il Nuovo Governo probabilmente potremo eliminare direttamente l’80% di questo debito e pagare esclusivamente il 20%. Forse però, solo esclusivamente se il tuo ISEE sarà al di sotto di 15 o 20 mila euro. Ma ripeto, stiamo parlando ancora solo di bozze”.

Una grande opportunità per potersi liberare una volta per tutte del proprio Debito Fiscale. Oltre tutto molto simile anche alla soluzione attuabile per debiti fiscali nettamente superiori ai 1.000 euro, ma anche da 500mila in su.

I rischi per le aziende oggi sono elevatissimi, ma la possibilità di salvare la propria imprese è reale: si può ridurre il proprio debito fiscale, anche superiore di 100mila euro, dell’80%, pagando poi il restante nei 4 o 5 anni successivi, per questo viene definito facilmente un Saldo e Stralcio”.

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