La transazione fiscale all’interno del concordato preventivo, come trasformare il debito in opportunità di risanamento dell’impresa

articolo a cura di:
Lodovico Poschi
Lodovico Poschi

pubblicazione:

transazione fiscale

Nonostante la pressione del Fisco sulle tasche degli imprenditori italiani, oggi esiste una grande opportunità per risollevarsi: la Transazione Fiscale. Eppure manca ancora la consapevolezza e la conoscenza di questo strumento.

La nuova Transazione Fiscale è stata spesso definita come un vero e proprio Saldo e Stralcio in grado di assicurare un vantaggio sia per l’imprenditore che per il Fisco. 

Come è possibile? Ecco due ragioni:

  1. il Fisco può recuperare una parte del credito anziché rischiare di non incassare nulla in caso di chiusura dell’impresa;
  2. l’imprenditore torna di nuovo libero dal peso del suo debito con il Fisco e si mantiene la continuità aziendale evitando la perdita di posti di lavoro.

Portarsi dietro un debito con il Fisco superiore a 100mila euro può essere un fardello molto pesante fino a diventare un freno alla crescita del business aziendale. 

L’errore più grande è quello di credere che non c’è alcuna via d’uscita, perché oggi non è più così

In CFC Crisi Fiscale d’Impresa gestiamo posizioni debitorie e singoli atti, riducendone l’importo fino ad eliminarlo al 100%, emessi da Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia) come inviti a comparire, avvisi bonari, avvisi di accertamento, cartelle di pagamento, ipoteche e pignoramenti. 

Lo dice anche l’ultimo report 2022 del Ministero dell’Economia e delle Finanze: 1 volta su 2 gli imprenditori che vanno in Giudizio annullano totalmente o parzialmente il loro debito fiscale. 

Vuoi sapere come fare? Chiamaci e un nostro difensore patrimoniale ti ricontatterà entro 1 ora.

2 milioni di esposizione debitoria? Con la transazione fiscale ne pagherai 480mila in 5 anni

La soluzione, dunque esiste sempre. L’importante è avere al fianco professionisti esperti in grado di mettere in atto una strategia vincente. 

Facciamo un esempio. 

Qualche tempo fa un imprenditore si è rivolto a noi disperato; aveva una situazione debitoria complessiva di 2.000.000 di euro. Per evitare la liquidazione e ripartire era necessario un accordo transattivo con i fornitori, verso cui l’esposizione è circa  800.000 euro, e con il Fisco a cui l’imprenditore doveva circa 1.200.000 euro.

Inizialmente abbiamo presentato un ricorso avverso le cartelle esattoriali pendenti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione poi, dopo breve tempo dalla presentazione del ricorso, abbiamo presentato un concordato preventivo con proposta di transazione fiscale per ridurre il debito con l’Erario dell’80% e rateizzare il residuo in 4 o 5 anni.

Alla fine, l’imprenditore ha versato ai fornitori una somma di 240mila euro (con uno sconto di ben 560 mila) e al fisco 240.000 risparmiando la cifra monstre di 960 mila euro

Pertanto, da una debitoria di 2 milioni di euro complessivi l’imprenditore pagherà, in 5 anni, appena 480mila euro.

Ecco cosa significa strategia vincente: cogliere tutte le migliori opportunità per ottenere il massimo risultato: in questo caso, presentare una proposta di transazione fiscale ancora più favorevole per l’imprenditore.

In sintesi. La Transazione Fiscale consente di ridurre il Debito Fiscale e Commerciale, anche superiore a 500mila euro, dell’80% e pagare il restante 20% in 4 o 5 anni, tornando ad essere un imprenditore libero e un contribuente sano.

Una vera rivoluzione messa in atto dal Legislatore perché può trasformare quindi il debito in opportunità di risanamento.

La transazione fiscale all’interno del concordato preventivo

La transazione fiscale può essere inserita all’interno di un concordato preventivo o un accordo di ristrutturazione del debito. 

Vediamo quale la procedura nel caso del concordato.

Ai fini della proposta di accordo sui crediti di natura fiscale mediante il concordato preventivo, la procedura si divide in 4 fasi che vanno dalla presentazione della domanda (con ricorso al Tribunale del luogo in cui l’impresa debitrice ha la sede principale) all’omologa del tribunale. 

Il debitore, oltre ad una voluminosa documentazione, deve presentare un piano contenente la descrizione analitica delle modalità e dei tempi di adempimento della proposta che, a sua volta, deve indicare l’utilità specificamente individuata ed economicamente valutabile che il proponente si obbliga ad assicurare a ciascun creditore.

Il piano e la documentazione devono, inoltre, essere accompagnati dalla relazione di un professionista, che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano medesimo.

Allo stesso tempo copia della domanda e della relativa documentazione deve essere presentata al competente agente della riscossione e all’ufficio competente sulla base dell’ultimo domicilio fiscale del debitore.

L’agente della riscossione, non oltre trenta giorni dalla data della presentazione, deve trasmettere al debitore una certificazione attestante l’entità del debito iscritto a ruolo scaduto o sospeso, ancorché non definitivo, per la parte non iscritta a ruolo.

Addio assenso del Fisco, ora si può fare anche senza!

Il D.lgs. 118/2021 ha introdotto una novità sostanziale: l’omologa da parte del tribunale ci potrà essere anche in caso di voto contrario del Fisco!

Una vera rivoluzione perché troppo spesso il Fisco era l’ostacolo insormontabile che impediva alle aziende di vedere accettati i propri piani o accordi.

Le uniche condizioni richieste sono che:

  1. a) l’adesione è determinante ai fini del raggiungimento delle maggioranze richieste;
  2. b) la proposta di soddisfacimento dei crediti dell’Amministrazione (o degli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie) appaia più conveniente rispetto alla liquidazione, anche sulla base delle risultanze della relazione del professionista.

Con un team esperto al tuo fianco potrai Risolvere le tue posizioni debitorie con l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia), eliminando Inviti a comparire, Avvisi Bonari, Avvisi di Accertamento, Cartelle di Pagamento, Ipoteche e Pignoramenti per importi superiori a 100mila euro.

CFC – Crisi Fiscale d’Impresa – eccellenza Forbes del Legal in Italia in ambito Tutela del Patrimonio e Gestione del debito Fiscale – può aiutarti a gestire e risolvere il tuo debito con il Fisco, SOLO se maggiore di 100mila euro grazie all’aiuto di un Difensore Patrimoniale.

Chiamaci e sarai ricontattato in meno di 1 ora per approfondire insieme il tuo caso!

Risolvi una volta per tutte con il Fisco

Riduci dell’80% il debito fiscale

Novità Luglio 2022

Grazie al Nuovo Codice della Crisi puoi risolvere il debito maggiore di 500mila euro e pagare il restante 20% nell’arco di 4 o 5 anni

Gestiamo anche inviti a comparire, avvisi di accertamento, cartelle di pagamento, ipoteche, pignoramenti e intimazioni di pagamento maggiori di 100mila euro, riducendone l’importo fino ad eliminarlo al 100%

Accedi Ora Alla Tua Migliore Soluzione