TaxShowLive puntata 73: imprenditori sempre più in difficoltà, come fare per risolvere le crisi fiscali

Quando: 30/05/2022
TaxShowLive - TaxShowLive 23 Maggio 2022 - TSL 73
Tema di discussione:
arlo Carmine e Simone Forte, founder di CFC – Crisi Fiscale d’Impresa, insieme ad Angelo Fasola, CEO di TrustMeUp, hanno discusso delle recenti novità sulla guerra in Ucraina, le ripercussioni umanitarie e le possibili crisi alimentari per poi analizzare la situazione economica con l’enorme debito fiscale accumulato dalle imprese e i nuovi strumenti per poterne uscire. Una puntata ricca di contenuti, punti vista e soluzioni per risolvere e gestire i debiti fiscali e commerciali degli imprenditori.
Con la partecipazione di:

Angelo Fasola

CEO di TrustMeUp

Un altro grande appuntamento con TaxShowLive, in onda su Forbes Tv (canale 511 di Sky).

La guerra in Ucraina, le ripercussioni umanitarie e le possibili crisi alimentari da una parte, l’enorme debito fiscale accumulato dalle imprese e i nuovi strumenti per poterne uscire.

Ma anche le barriere di ingresso che lo Stato sta disseminato per scoraggiare il contenzioso e le opportunità a disposizione dei contribuenti per liberarsi dai debiti fiscali.

Tanti i temi trattati nella puntata 73 di TaxShowLive

Di questo e molto altro si parlato nella puntata n. 73 di TaxShowLive.

In studio il presidente del gruppo CFC Carlo Carmine, il co-founder avvocato Simone Forte e il CEO di TrustMeUp Angelo Fasola, che hanno affrontato la stretta attualità sia dal punto di vista politico che da quello fiscale. 

“Mi piace sempre ricordare – ha detto in apertura il dott. Carmine – che TaxShowLive è un format fatto da imprenditori per imprenditori. Per dare a chi ci ascolta la possibilità di riflettere sui temi legati all’attualità, con il contributo di personaggi provenienti da tutti i settori della politica, e nello stesso tempo informare in modo puntuale su tutte le novità di carattere fiscale”.

Ucraina, attenzione a non scatenare una devastante crisi alimentare

E in relazione alla cronaca di questi giorni, l’imprenditore Angelo Fasola ha messo in guardia sugli effetti devastanti che la guerra in Ucraina, se non verrà fermata il prima possibile, rischia di scatenare.

“Siamo di fronte alla più grande emergenza umanitaria della storia moderna – ha ricordato – con oltre 100 milioni di rifugiati in tutto il mondo.

Attenzione a non sottovalutare quello che sta accadendo in Ucraina: il blocco dell’esportazione del grano rischia di innescare una crisi alimentare che avrebbe effetti devastanti, soprattutto di carattere sociale.

Rischiamo una guerra tra poveri, che a quel punto sarebbe impossibile da gestire”.

Dallo scacchiere internazionale alle problematiche fiscali. A TaxShowLive ecco una serie di numeri che devono far riflettere.  

“In Italia – ha ricordato il presidente Carmine –  si stima che 1 azienda su 2 sia a rischio fallimento. Senza contare tutta un’altra serie di indicatori che fanno capire quanto sia difficile fare impresa in Italia. Senza contare che:

  1. La pressione fiscale e contributiva è al 65%
  2. Il costo burocrazia annuale è di 250 miliardi l’anno
  3. La pubblica amministrazione ha debiti non pagati vicini ai 60 miliardi di euro
  4. Il cuneo fiscale è tra i più alti d’Europa”. 

Dalla pressione fiscale alla burocrazia, percorso a ostacoli per l’imprenditore

Mali strutturali – ha precisato il dott. Carmine a TaxShowLive – a cui si aggiungono una crisi di lungo periodo, due anni di Pandemia e adesso la guerra in Ucraina.

Risultato: una crisi fiscale d’impresa senza precedenti, che CFC è pronta ad affrontare mettendo in campo il suo grande network dei Commercialisti Garanti dell’imprenditore”. 

Parlando con gli imprenditori, e noi lo facciamo tutti i giorni, emerge un quadro drammatico – ha aggiunto l’avvocato Forte –, in effetti arrivano continue segnalazioni di imprese in corto circuito tra le richieste di pagamento del fisco e gli effetti della crisi e delle chiusure. 

Ma quello che è accaduto negli ultimi 10 anni si spiega così: per finanziarsi le aziende non sono riuscite  a versare quanto dovuto al Fisco per mancanza di liquidità.

Le Banche hanno chiuso i rubinetti e agli imprenditori non è rimasta altra strada che accumulare il loro debito fiscale che oggi per molti è diventato una zavorra insostenibile e che spesso porta al fallimento. 

E cosa è successo durante la Pandemia? Lo Stato ha pensato di aiutare tutti, ma senza avere una visione più lucida che avrebbe suggerito una ricognizione delle imprese per capire chi avesse realmente bisogno di aiuto e chi ne avrebbe potuto fare anche a meno. 

Invece, lo stop dei pagamenti ha generato un effetto boomerang, con il risultato che anche chi poteva pagare ha pensato di poter finanziare la crisi con i soldi non versati al Fisco.

Risultato: un po’ tutti hanno creduto di potersi quasi dimenticare di quei debiti salvo poi ritrovarsi a doverli pagare tutti insieme.

Ecco spiegato il patatrac delle varie rottamazioni, ultima la scadenza del maggio che un imprenditore su due ha saltato”. 

CFC, eccellenza legal in Italia al fianco dell’imprenditore a 360°

Dopo aver ricordato che, per il secondo anno consecutivo, CFC è stata inserita da Forbes tra le 100 eccellenza legal in Italia, con tanto di copertina dedicata, l’Avvocato Forte ha ricordato il ruolo di CFC.

Spesso veniamo considerati come un’azienda legale specializzata – ha detto.

Ecco vorrei dire che siamo molto di più perché la nostra missione è quella di tutelare l’imprenditore a 360 gradi sotto l’aspetto fiscale, giuridico e finanziario.

A noi di CFC sta a cuore l’imprenditore in senso generale, verso il quale ci adoperiamo per salvaguardare la persona e il suo patrimonio”.

Nella puntata 73 di TaxShowLive si è parlato anche di rottamazione ter. Il 9 maggio scadeva il termine per pagare le rate 2020. Quali sono stati i risultati?

“Dati ufficiali ancora non ce ne sono – ha spiegato l’avvocato Forte – ma noi siano un osservatorio privilegiato perché ogni giorno parliamo con decine di imprenditori.

Insieme a Carlo andiamo dicendo da tempo che così come sono state congegnate queste rottamazioni avrebbero portato ad un fallimento annunciato.

Non si può chiedere ad imprenditori già stremati dopo due anni di Covid e adesso dagli effetti della guerra in Ucraina di saldare in sei mesi tutte le rate di tre anni non pagate (2020, 2021 e 2022 ndr).

Ma questo valeva anche per le rottamazioni precedenti in cui i pagamenti erano richiesti in cinque anni e con scadenze trimestrali.

Dal canto nostro, abbiamo sempre pensato che sarebbe stato meglio rateizzare il debito in 10 anni e con scadenze mensili. Ma nessuno ci ha mai voluto ascoltare”.

A TaxShowLive rottamazione quater: ennesimo fallimento annunciato ?

Si parla già di una rottamazione quater che però non si dovrebbe discostare dalle precedenti. Carlo Carmine e Simone Forte la respingono al mittente. 

“Siamo contrari per tre motivi – hanno spiegato – innanzitutto perché non vi rientrerebbero i decaduti della rottamazione ter che quindi si ritroverebbero nella stessa situazione in cui si trovano ora.

Secondo, il provvedimento riguarderebbe le cartelle 2018 e 2019, lasciando quindi fuori tutte quelle che il Fisco ha fatto ripartire a fine 2020 e che proprio in queste settimane stanno arrivando a valanga a migliaia di imprenditori.

Infine, sembra che nulla cambierà quanto a modalità e tempistiche della rateizzazione. Tutto questo porterà inevitabilmente ad un nuovo fallimento annunciato”. 

Un altro aspetto affrontato nella puntata è stato l’aumento del contributo unificato, cioè della tassa che si paga allo Stato nel momento in cui si inizia un contenzioso. 

“È solo l’ultimo aumento – ha specificato l’avvocato Forte -, basti pensare che negli ultimi 5 anni questa tassa è cresciuta del 200%.

La consideriamo una cosa molto grave perché di fatto, per scoraggiare il contenzioso, si sono create delle barriere di ingresso che faranno in modo che d’ora in avanti solo in pochi potranno permettersi di difendere i loro diritti”.

E a proposito di diritti negati, è stato poi ricordato come a fine 2021 sia stata abolita la possibilità di impugnare l’estratto di ruolo. 

“È una gravissima limitazione del diritto di difesa dei contribuenti – ha ricordato l’avvocato Forte – e infatti stiamo già lavorando ad uno strumento per far annullare una legge che riteniamo liberticida.

Oggi, non potendo impugnare l’estratto, se non arriva l’azione esecutiva noi non possiamo aiutare l’imprenditore, salvo strategie che siamo riusciti a mettere in piedi in questi mesi. In ogni caso adesso tutto diventa più difficoltoso”.

I best seller di CFC, oggi si possono scaricare gratuitamente

L’ultima parte di TaxShowLive ha riguardato l’invito a comparire, una grande novità introdotta di recente dal legislatore e che dà la possibilità al contribuente di instaurare un contraddittorio con gli uffici.

Uno strumento che prima non c’era, che nella migliore delle ipotesi consente di evitare l’invio di un avviso di accertamento.

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