Regole generali: Stralcio debiti fino a 1.000 €

articolo a cura di:
Elisa Bidoglia
Elisa Bidoglia

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stralcio debiti 1000 euro

Stralcio debiti fino a 1000 euro

La finanziaria del 2023, come approdata in Gazzetta Ufficiale, con i commi da 222 a 230, concede un po’ di tregua agli italiani, permettendogli di risolvere in maniera agevolata alcune pretese del Fisco.

Tra le misure, una prevede l’annullamento automatico del debito.

Si tratta del c.d. stralcio debito fino a 1000 euro. In sostanza, alla data del 31 marzo 2023, saranno annullati automaticamente tutti quei debiti di importo fino a 1.000 euro affidati all’ente di riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015.

Si tratta di quei debiti che il contribuente ha verso le amministrazioni statali, le agenzie fiscali (come l’Agenzia Entrate) e gli enti previdenziali (come ad esempio l’INPS).

Stralcio debiti fino a 1000 euro: cos’è escluso?

Sono esclusi dall’annullamento automatico:

  • le somme dovute a seguito di recupero degli aiuti di Stato (ai sensi dell’art. 16 del Regolamento del Consiglio UE 13.7.2015 n. 1589);
  • i crediti derivanti da pronunce della Corte dei Conti;
  • le multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • le risorse proprie tradizionali di cui all’art. 2 part. I lett. a) delle decisioni comunitarie 2007/436/CE e 2014/335/UE (tra cui i dazi della tariffa doganale comune);
  • l’IVA riscossa all’importazione.  

Per quanto riguarda i tributi locali (ICI/IMU/TARI/TASI), c’è un discorso a parte da fare.

Come funzionerà per tributi locali?

Entro il 31 gennaio 2023, infatti, i Comuni dovranno decidere se neutralizzare gli effetti dello stralcio parziale delle cartelle di pagamento fino a mille euro, adottando un’apposita delibera di consiglio.

Rispetto al testo licenziato dal Governo, in sede di approvazione definitiva della legge di bilancio è stato introdotto un “doppio regime”: 

  • annullamentototale” (capitale, interessi e sanzioni) per le cartelle di amministrazioni statali, agenzie fiscali ed enti pubblici previdenziali.
  • stralcio “parziale” (solo interessi e sanzioni) per gli altri enti, tra cui i Comuni. 

Per i tributi comunali l’annullamento automatico opera quindi limitatamente agli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, alle sanzioni e agli interessi di mora, ma non opera per quanto dovuto a titolo di capitale e alle spese per le procedure esecutive e di notificazione della cartella di pagamento.

I Comuni possono comunque decidere di non applicare le disposizioni relative all’annullamento parziale dei loro crediti.

In tal caso, però, il contribuente potrà, comunque, decidere di accedere, a diverse condizioni, alla rottamazione quater prevista dalla stessa legge di Bilancio 2023 che, a differenza del passato, viene imposta ai comuni in spregio della loro autonomia. 

Ma c’è di più: le opportunità che porta il 2023

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