Imprenditori alla prova della nuova rottamazione ter, attesa per capire se arriverà una nuova pace fiscale

articolo a cura di:
Lodovico Poschi
Lodovico Poschi

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Imprenditori alla prova della nuova rottamazione ter, attesa per capire se arriverà una nuova pace fiscale

Rottamazione quater, cosa devi sapere

Tra le nuovissime misure da inserire nella legge di Bilancio figura una nuova rottamazione per le cartelle esattoriali.  

Lo scopo del governo è quello di alleggerire il carico che colpisce le famiglie e gli imprenditori italiani nei momenti di crisi come quello che stiamo vivendo, con l’aumento dei prezzi di bollette e materie prime.

L’inflazione è in costante e pericoloso aumento!

Durante un discorso in Parlamento, la nuova Premier Giorgia Meloni ha sottolineato la necessità di attuare una “tregua fiscale” per consentire ai cittadini e alle imprese di regolarizzare i rapporti con il Fisco. 

Il tutto, unito all’estensione della flat tax con dei ricavi fino ad 85 mila euro e ad una serie di misure per contrastare l’evasione fiscale, dovrebbe favorire il miglioramento della situazione fiscale nel nostro Paese. 

Fra le proposte emerse in questi giorni nell’ambito della promessa “tregua fiscale” troviamo la cancellazione automatica dei debiti fino a 1.000 euro, mentre, per quanto riguarda le cartelle fino a 3.000 euro, sarà previsto il pagamento a forfait del 50% dell’importo richiesto, da saldare in cinque anni.

Inoltre, sarà prevista una “rottamazione quater” per quanto riguarderà le cartelle di importo superiore.

Come funziona la Rottamazione Quater?

Con la nuova Rottamazione Quater si potrebbe andare verso il pagamento per intero della sola imposta, mentre verrebbe scontata la componente sanzioni e interessi, da pagare, sotto forma di un forfait del 5% sempre in cinque anni. 

Tutte queste misure potrebbero dare un grosso aiuto a tutti quei cittadini che non sono riusciti a pagare le rate della rottamazione ter e che di conseguenza sono decaduti dalla definizione agevolata. 

E proprio in merito a questo, tra pochi giorni c’è una data molto importante: il 30 novembre sono in scadenza le rate 2022 della rottamazione ter, in seguito alle modifiche apportate in sede. 

Ma adesso cerchiamo di capire come funzionano nel dettaglio queste misure, in attesa dell’approvazione della Legge di Bilancio.  

La rottamazione Quater e la tregua fiscale

Con questo nuovo piano di rottamazione si potrebbe donare un po’ di sollievo agli imprenditori in difficoltà. 

Per tutte quelle cartelle che non sono state emesse invece si parla di una “tregua fiscale”. 

Anche in questo caso, si tratterebbe di una sanzione forfettaria del 5% con una rateazione quinquennale. 

Per conoscere con precisione tutti i provvedimenti del Governo in tema di fisco e sulla nuova pace fiscale si dovrà attendere l’arrivo della prossima legge di Bilancio. 

Rottamazione ter: rate in scadenza

Per quanto riguarda le rate in scadenza nel 2022 con la Rottamazione ter la data da segnare è il 30 Novembre

La Legge di conversione del Decreto Sostegni ter, aveva previsto la riammissione ai benefici della definizione agevolata per i contributi che non hanno corrisposto entro lo scorso 9 dicembre del 2021 le rate in scadenza degli anni 2020 e 2021 fissando i nuovi termini per il pagamento.

Sempre la medesima legge aveva stabilito che, per le rate in scadenza del 2022, il pagamento è considerato tempestivo solo ed esclusivamente se verrà effettuato integralmente entro il 30 novembre 2022. 

Considerando sempre i 5 giorni di tolleranza previsti dall’Agenzia delle Entrate, questo termine sarà spostato al 5 dicembre 2022. 

Non dimenticarti, comunque, che è tua disposizione un team di esperti, con l’aiuto del quale potrai Risolvere la Crisi Fiscale d’Impresa, fino a ridurre il debito fiscale e commerciale superiore a 500mila euro anche dell’80%, con la possibilità di pagare il restante 20% nell’arco di 4 o 5 anni.

Tutto questo è possibile grazie al Nuovo Codice di Luglio 2022, agli Accordi Ristrutturazione dei Debiti e ai Concordati preventivi con la Transazione Fiscale.

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Pace fiscale anche per le cartelle relative agli anni 2018 e 2019? È possibile. Di fatto una rottamazione quater.

Si tratterebbe di un provvedimento molto importante e soprattutto di enorme impatto perché, secondo i dati forniti dal sottosegretario di Stato per l’Economia e le finanze Massimo Bitonci, al momento ci sono 140 milioni di cartelle in attesa di partire, 15 milioni di italiani con almeno una cartella pendente, più di 1.000 miliardi di euro da incassare.

Numeri impressionanti innescati da una crisi economica che segue due anni di pandemia e tre mesi di guerra. 

Dopo la riapertura dei termini della rottamazione ter – per far rientrare nelle cartelle esattoriali agevolate oltre 530 mila contribuenti che, nel 2020 e nel 2021, non sono riusciti a pagare rispettando il piano rateale accordato dal fisco – adesso si punta a concedere una possibilità ad altri milioni di contribuenti in difficoltà. 

Come detto una rottamazione quater.

Se si trasformerà davvero in una vera e propria pace fiscale, in grado di aiutare milioni di famiglie e imprese, questo lo vedremo in seguito.

L’altro obiettivo è anche quello di consentire allo Stato di incassare miliardi che potrebbe usare per tagliare tasse e aumentare stipendi e pensioni.

Rottamazione ter, la prima scadenza si avvicina a grandi passi

A ben vedere, però, per ottenere una vera pace fiscale non basta operare come si è fatto per la rottamazione-ter. 

Qui, infatti, gli oltre 500 mila decaduti sono stati “riabilitati”: ma a quali condizioni? 

La legge di conversione del decreto Sostegni-ter (legge 25/2022) ha stabilito che si possono mettere in regola anche i contribuenti che non sono riusciti a pagare le rate 2020 e 2021 entro il termine del 9 dicembre scorso. 

Nuovo termine per considerare tempestivo il versamento anche delle rate in scadenza nell’anno 2022.

La legge n. 25/2022 ha stabilito l’estinzione delle procedure esecutive eventualmente avviate in seguito al mancato, parziale o ritardato pagamento, entro il 9 dicembre 2021, delle rate in scadenza negli anni 2020 e 2021.

In base alle modifiche introdotte dal Parlamento, si possono mantenere i benefici se il versamento delle rate viene effettuato in tre scadenze molto ravvicinate tra loro:

  • 30 aprile per le rate originariamente in scadenza nel 2020
  • 31 luglio per le rate del 2021; 
  • 30 novembre per quelle del 2022.

Ci sono da considerare, però, i cinque giorni di tolleranza e i giorni festivi, il primo termine del 30 aprile slitta così al 9 maggio.

Ma la sensazione è che saranno in pochi coloro che riusciranno a mettersi in regola già per questa prima scadenza.

Esclusione della rottamazione Ter

Ricordiamo anche che dalla definizione sono stati esclusi i debiti risultanti dai carichi affidati agli agenti della riscossione recanti:

  • somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato; i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti;
  • multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali.

Infine, per le multe stradali, ovvero le sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, la rottamazione-ter è stata resa possibile, ma con il solo condono degli interessi previsti dalla legge.

Ricordiamo, infine, che i cinque giorni di tolleranza valgono anche per le altre scadenze, ma in caso di versamenti oltre i termini previsti o per importi parziali, verranno meno i benefici della misura agevolata.

I pagamenti già effettuati, spiega l’Agenzia delle Entrate, saranno considerati a titolo di acconto sulle somme dovute.

Cosa succede se non pago?

Le conseguenze se non si riesce a pagare sono terrificanti. Chi non ce la farà, incapperà nella decadenza e non potrà chiedere nessun tipo di rateazione. Nel concreto, si troverà a pagare tutto il debito residuo, a cui poi si torneranno a sommare anche sanzioni e interessi.

Una situazione drammatica in cui peraltro si ritrovano la maggioranza degli imprenditori e che ormai non possono sfuggire alle azioni esecutive

E sappiamo quanto queste, annunciate dall’intimazione di pagamento, possano far male, si chiamino  pignoramento o iscrizione ipotecaria.

Oltre alla riscossione, è ripartita con forza l’attività di controllo da parte del Fisco. Già in questi primi mesi del 2022 Agenzia delle Entrate ne ha svolti oltre 500 mila nei confronti delle imprese.  

Cartelle esattoriali e debito fiscale, la vera opportunità

In attesa di una rottamazione quater, in un quadro così complesso esistono davvero delle opportunità concrete per trasformare il “problema Fisco” in rilancio della propria azienda. 

Come il Codice della Crisi d’Impresa, in grado di aiutare l’imprenditore a gettarsi il peggio alle spalle con soluzioni davvero risolutive.  

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