TaxShowLive con Alessandro Sallusti: limite all’uso del contante, reddito di cittadinanza, nuove opportunità in ambito fiscale

articolo a cura di:
Stefano Aiello
Stefano Aiello

pubblicazione:

riforme fiscali

Riforme fiscali e molto altro a TaxShowLive con Alessandro Sallusti

Riforme fiscali e prossime prime mosse del nuovo Governo Meloni si fanno ancora attendere ma voci insistenti parlano di interventi sul Reddito di Cittadinanza e sulla flat tax.

Sono questi i temi principali della puntata n. 82 di TaxShowLive: il format televisivo ideato e condotto dal founder di CFC Crisi Fiscale d’impresa Carlo Carmine e in onda su BCF Forbes TV (canale 511 di Sky e 260 del digitale terrestre).

L’ospite d’eccezione di questa puntata è stato il direttore responsabile di Libero, Alessandro Sallusti.

In studio, insieme a Carlo Carmine e Alessandro Sallusti, abbiamo visto come sempre anche il co-founder di CFC, l’avvocato Simone Forte, e il CEO di TrustMeUp Angelo Fasola.

A pochi giorni dalla nomina del nuovo Governo Meloni è importante capire quali saranno le prime mosse dei nuovi ministri che si ritrovano subito ad affrontare la manovra finanziaria e il nodo energia.

Reddito di Cittadinanza: cosa accadrà con il nuovo Governo Meloni?

Tra le riforme più attese del nuovo Governo Meloni c’è sicuramente la cancellazione o almeno la modifica del Reddito di Cittadinanza: si parla di un dimezzamento del reddito con i tagli verso tutte le persone che possono lavorare.

Secondo Sallusti non bisogna cancellare uno dei diritti civili che assistono le persone che non hanno la possibilità di lavorare. Tuttavia fino ad oggi il Reddito di Cittadinanza ha coperto anche le esigenze di chi non vuole lavorare per pigrizia o inerzia.

Secondo Il Sole 24 Ore sono 660mila persone che, al momento, ricevono l’aiuto e non hanno un impiego, quindi i meccanismi di assegnazione devono assolutamente essere rivisti.

Si alza il tetto limite ai contanti

Un altro provvedimento del nuovo Governo Meloni è l’aumento del tetto limite all’utilizzo dei contanti fino a 10mila euro.

La domanda che tutti si fanno è se innalzare il limite al contante serve veramente a combattere l’evasione oppure no.

Per Sallusti la questione fondamentale non è tanto la lotta all’evasione, quanto un cambio dei principi che regolano la libertà delle persone.

Aumentare il limite ai contanti è sinonimo di un inversione di tendenza che dà la libertà di circolare con quanto denaro si desideri. E questo non influenza assolutamente il tasso di criminalità o di evasione di un Paese.

La vera preoccupazione è quella di poter bloccare la vita di una persona o un’azienda con un limite di contanti da sforare.

Le riforme fiscali per imprese e imprenditori: arriva la flat tax?

Si è parlato di aumento del tetto per la flat tax dai 65mila euro di oggi fino ai 100mila. 

Cosa ne pensa Sallusti?

Dovrebbe essere complicato una manovra di questo tipo perché presenta dei rischi: parlare di flat tax senza riforma fiscale rischia di avere una strumentalizzazione in un modo o nell’altro. 

In ogni caso, una notizia importante per gli imprenditori italiani è che sembra che stia per arrivare uno stop agli alert nella Crisi Fiscale d’Impresa

Allo stato attuale gli alert che arrivano agli imprenditori scattano con limiti davvero bassi, rendendo la riforma totalmente inapplicabile.

Tuttavia mentre si parla di stop agli alert, di tregua fiscale e altri provvedimenti che dovrebbero aiutare gli imprenditori, questi continuano a ricevere centinaia di migliaia di cartelle esattoriali ogni giorno.

E come se non bastasse continuano i pignoramenti sui loro conti correnti.

Le aziende oggi sono già in difficoltà e con un pignoramento le banche bloccano qualsiasi erogazione di denaro, non concedono finanziamenti e i pagamenti vengono richiesti in una unica soluzione.

Le aziende sono fragili e rischiano seriamente di chiudere come se non bastasse il caro bollette e il debito accumulato nei due anni di pandemia.

Con la volontà di ridurre i tempi e i modi del contenzioso tributario è stato compresso il diritto di potersi difendere con le carte che preavvisano quello che sta per accadere. 

L’imprenditore in questo caso non può difendersi fino a quando non subisce un aggressione dal Fisco, pur sapendo da subito che è un debito non dovuto.

Il problema come sottolineato dall’avvocato Simone Forte sono i tempi della giustizia italiana, perché sono troppo lenti e richiedono anche diversi anni prima di arrivare ad una risoluzione definitiva.

Tuttavia con un team esperto al tuo fianco, potrai Risolvere la Crisi Fiscale d’Impresa, fino a ridurre il debito fiscale e commerciale superiore a 500mila euro anche dell’80%, con la possibilità di pagare il restante 20% nell’arco di 4 o 5 anni.

Tutto questo è possibile grazie al Nuovo Codice di Luglio 2022, agli Accordi Ristrutturazione Ristrutturazione dei Debiti e ai Concordati preventivi con la Transazione Fiscale.

Risolvi il Debito con il Fisco

Riduci dell’80% il debito fiscale

Novità Luglio 2022

Grazie al Nuovo Codice della Crisi puoi risolvere il debito maggiore di 500mila euro e pagare il restante 20% nell’arco di 4 o 5 anni

Gestiamo anche inviti a comparire, avvisi di accertamento, cartelle di pagamento, ipoteche, pignoramenti e intimazioni di pagamento maggiori di 100mila euro, riducendone l’importo fino ad eliminarlo al 100%

Accedi Ora Alla Tua Migliore Soluzione