Pignoramento e crisi d’impresa, l’opportunità di Gestirlo e Risolverlo

articolo a cura di:
Lodovico Poschi
Lodovico Poschi

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Pignoramento e crisi d’impresa: come comportarsi e i margini di soluzione.

È arrivata quella notifica temuta: il pignoramento da parte del Fisco!

Ebbene, questo è il momento di non perdere la calma e agire con la massima lucidità. Nulla è compromesso, perché qualunque atto che ti viene notificato da Agenzia delle Entrate Riscossione potrebbe contenere una serie di vizi formali o di merito che possono rendere nullo quell’atto.

Pignoramento e crisi d’impresa: può essere anche illegittimo?

La risposta è sì perché un atto di pignoramento ricevuto con 1 anno di ritardo non è legittimo.

Prendiamo il caso che il pignoramento si riferisca ad un avviso di pagamento notificato più di un anno fa.

L’Agenzia delle Entrate Riscossione, infatti, può procedere all’esecuzione forzata (atto di pignoramento) entro 365 giorni dalla notifica dell’avviso stesso. Ciò significa che non potrai ricevere un atto di pignoramento o qualsiasi altra procedura esecutiva dopo che è trascorso il periodo di 365 giorni, ma allo stesso tempo che hai solo 1 anno per risolvere il tuo debito fiscale.

Inoltre, se il tuo debito era valido al momento della notifica, ma ora è scaduto a causa di questa regola (che si applica alla maggior parte dei debiti), allora il tuo obbligo è terminato.
Ne consegue che non c’è più alcun fondamento giuridico per le loro azioni.

Pignoramento e crisi d’impresa: i debiti fiscali sono una cosa seria.

Una delle cose che devi realmente considerare, in caso di pignoramenti o rischi di crisi d’impresa, è che “rimandare” è la cosa peggiore da fare.

Qui sta il problema che molte persone sottovalutano. Rimandare senza fare nulla è molto pericoloso e ti espone a tutte le azioni esecutive previste dalle norme, come, fermi amministrativi (nel caso di debiti lievi), ipoteche immobiliari, pignoramenti ed espropriazioni di beni mobili (veicolo) e immobili e pignoramenti presso terzi (conto corrente, stipendio) nel caso di pendenze importanti. 

 

Il fisco non guarda in faccia a nessuno e opera secondo budget stabiliti ad inizio anno.

Sai qual è la previsione che Agenzia delle Entrate Riscossione ha fatto per il 2022? Si tratta di una cifra gigantesca, ben 18 miliardi di euro da riscuotere entro il 31 dicembre prossimo. 

Lo farà in un modo o nell’altro, attaccando la tua azienda e il tuo patrimonio personale.

Non tutti si rendono conto che i debiti fiscali sono una questione seria. In Italia, purtroppo, le norme cambiano in continuazione e il nostro compito è anche quello di tenerti sempre aggiornato.

Ad esempio, il nuovo codice della crisi e dell’insolvenza, entrato in vigore lo scorso 15 luglio.

 

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Le terribili novità imposte dal codice della crisi, con 5 mila euro di debito può scattare la procedura fallimentare

Dal 15 luglio il nuovo codice della crisi e dell’insolvenza spazza via l’ormai antica legge fallimentare e introduce una serie di novità fondamentali nella risoluzione della crisi d’impresa.

In base a questa riforma, le istanze di fallimento possono essere avviate anche solo per debiti fiscali di 5.000 € quindi se sei esposto al fisco per almeno 100 mila euro, è il momento di preoccuparti e correre ai ripari.

Il consiglio migliore è questo: se la tua azienda ha debiti più corposi in sospeso non è il caso di attendere. Il fisco sta per bussare alla tua porta ed è il momento di prendere seriamente in carico il problema.

Si tratta di una notizia scioccante, ma è importante che ogni imprenditore ne sia a conoscenza. Solo in questo modo potrà iniziare subito a gestire e risolvere il debito fiscale.

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