L’atto di pignoramento, come si gestisce fino a poterlo annullare

articolo a cura di:
Lodovico Poschi
Lodovico Poschi

pubblicazione:

L'atto di pignoramento, come si gestisce fino a poterlo annullare

Il pignoramento da parte del Fisco è, senza alcun dubbio, una delle azioni esecutive che maggiormente preoccupa un imprenditore o un contribuente.

Esso può riguardare immobili, beni, conti correnti, conti postali e così via ma la cosa che più di tutte preoccupa è che coinvolge anche i propri fornitori.

Ovviamente, se il creditore che bussa alla porta di un imprenditore si chiama ex Equitalia (oggi Agenzia delle Entrate Riscossione) significa aver davanti una realtà che non guarda in faccia a nessuno, soprattutto dopo due anni di pausa fiscale come quelli vissuti.

Inoltre, non va in alcun modo preso sottogamba se fa riferimento a debiti alti, pensa a quelli superiori ai 100 mila euro o, peggio ancora, alle conseguenze di una intimazione di pagamento

In questo articolo vogliamo spiegarti come poter gestire e anche annullare un atto di pignoramento.

Attenzione ai difetti di notifica.

L’Agenzia delle Entrate Riscossione può procedere al recupero coattivo del credito attraverso un pignoramento solo se le cartelle esattoriali siano state notificate correttamente.

AdER ha l’obbligo di allegare all’atto di pignoramento ed in generale a tutti gli atti relativi al procedimento di esecuzione le cartelle di pagamento, gli avvisi di addebito o gli avvisi di accertamento esecutivo presupposti.

L’obbligo nasce dalla necessità di garantire il corretto esercizio del diritto di difesa da parte del contribuente e dalla necessità di rendere comprensibili le somme poste alla base della richiesta finanziaria.

C’è un altro caso da tenere d’occhio.

Non tutti sanno, infatti, che l’intimazione di pagamento (leggi qui come annullare il tuo debito) ha una efficacia non illimitata dalla sua notifica. Ciò vuol dire che l’Agenzia delle Entrate Riscossione potrà procedere all’esecuzione forzata (atto di pignoramento) al massimo entro 180 giorni dalla notifica dell’intimazione stessa.

Decorso tale termine, infatti, l’Agenzia delle Entrate Riscossione non potrà attivare alcuna procedura esecutiva, salvo notificare una nuova intimazione di pagamento.

Ecco perché diventa fondamentale verificare la cartella con un professionista specializzato. 

Riempi il Form e sarai ricontattato in meno di un’ora

Quando i beni sono detenuti da soggetti terzi.

Agenzia delle Entrate Riscossione ha la facoltà di attivare un pignoramento su beni detenuti da soggetti terzi. L’art. 72 bis del DPR 602/73 afferma che, fatta eccezione per i crediti pensionistici, l’AdER può ordinare al “terzo debitore” (Banca, Datore di Lavoro,…) di pagare il credito direttamente all’Ente, fino a concorrenza del credito per cui si procede.

Il pagamento da parte del terzo dovrà avvenire nel termine di 60 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento, per le somme maturate antecedentemente alla notifica dell’azione esecutiva; alle rispettive scadenze per le restanti somme.

Nel caso in cui il terzo pignorato sia un soggetto detentore di crediti pensionistici (ad esempio l’inps), considerata la particolarità degli stessi Ex Equitalia dovrà obbligatoriamente instaurare una procedura di espropriazione dinanzi al Giudice dell’Esecuzione del Tribunale competente.

Pignoramento del conto corrente: il Fisco lo può fare?

Sì, lo può fare. L’atto di pignoramento, tuttavia, non può avvenire all’insaputa del contribuente perché il Fisco ha l’obbligo di comunicare alla banca che la pratica sta per iniziare. In questo modo, l’istituto di credito impedisce all’utente di prelevare altro denaro dal conto corrente e avvisa il contribuente dell’atto in corso.

Il debitore ha a disposizione 60 giorni di tempo per prendere una decisione su come pagare il dovuto. Passati i 60 giorni se il contribuente non effettua nessuna azione gli viene pignorato il conto corrente.

Per quanto riguarda un bene mobile, con la notifica del verbale di pignoramento l’ente creditore intima al contribuente di consegnare ad esempio il veicolo entro 10 giorni.

Superato il termine di 10 giorni, l’Agente di Polizia che dovesse accertare la circolazione dei beni pignorati può procedere al ritiro della carta di circolazione, nonché, al ritiro dei titoli e dei documenti relativi alla proprietà e all’uso dei beni pignorati.

Pignoramento dei beni immobili.

Il pignoramento immobiliare è previsto dall’art. 76 Dpr 602/73 sotto il nome della c.d. “Espropriazione immobiliare”.

In questo caso, l’Agenzia delle Entrate Riscossione, può procedere solo se l’importo complessivo del proprio credito supera 120.000 euro a differenza dell’ipoteca esattoriale (art. 77 Dpr 602/73) la quale prevede un limite di procedibilità ben più basso, cioè pari a 20.000 Euro.

Tag correlato:  Crisi fiscale d'impresa

Gestisci e Risolvi con il Fisco

Riduci dell’80% il debito fiscale

Novità Luglio 2022

Grazie al Nuovo Codice della Crisi puoi risolvere il debito maggiore di 500mila euro e pagare il restante 20% nell’arco di 4 o 5 anni

Gestiamo anche inviti a comparire, avvisi di accertamento, cartelle di pagamento, ipoteche, pignoramenti e intimazioni di pagamento maggiori di 100mila euro, riducendone l’importo fino ad eliminarlo al 100%

Accedi Ora Alla Tua Migliore Soluzione