Istanza di fallimento, tutto quello che devi sapere

articolo a cura di:
Lodovico Poschi
Lodovico Poschi

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Istanza di fallimento, tutto quello che devi sapere

L’istanza di fallimento è l’atto attraverso il quale viene richiesto alla Pubblica Autorità di aprire una procedura fallimentare nei confronti di un determinato imprenditore.

Devono sussistere:

  • Requisiti soggettivi (imprenditore commerciale non piccolo ai sensi degli articoli 1 legge fallimentare e 2195 codice civile);
  • Requisiti oggettivi (impresa in stato di insolvenza ex articoli 2221 codice civile e articolo 5 legge fallimentare).

È utile sottolineare come l’istanza di parte sia l’unica forma oggi prevista dalla legge per dare avvio ad una procedura di fallimento.

La riforma della legge fallimentare operata nel 2006 ha infatti abrogato l’articolo 8. Esso prevedeva l’iniziativa d’ufficio da parte del Tribunale che venisse a conoscenza, in un diverso giudizio, di eventi indicatori di uno stato di insolvenza.

Dove si presenta

L’istanza di fallimento si presenta al Tribunale (sezione fallimentare) territorialmente competente in relazione al luogo in cui l’impresa ha la propria sede principale.

Per sede principale in giurisprudenza e dottrina si intende la sede reale nella quale l’impresa esercita effettivamente la propria attività.

Ne consegue che non necessariamente sarà competente per la dichiarazione di fallimento il Tribunale in cui l’impresa abbia la sede legale, qualora l’attività di fatto venga esercitata principalmente in una diversa sede (amministrativa od operativa) che rientri nella competenza territoriale di altro Tribunale.

Qualora l’impresa abbia trasferito la propria sede nell’anno antecedente la presentazione di un’istanza, il Tribunale competente per dichiarare il fallimento dell’impresa sarà quello del luogo in cui era situata la sede precedente.

In altre parole, ai fini della competenza territoriale del Tribunale fallimentare non rilevano i mutamenti di sede avvenuti in tale ultimo anno.

Quali sono i requisiti necessari per presentarla?

Il soggetto che presenta l’istanza deve poi prendere posizione in ordine alla sussistenza dei requisiti forniti dalla legge per poter dichiarare il fallimento dell’impresa, sia di natura soggettiva che di natura oggettiva, indicando le prove a sostegno di quanto afferma.

Una particolare attenzione dovrà essere posta nella dimostrazione dello stato di insolvenza dell’impresa. L’istante dovrà fornire la prova dei fatti rilevanti dai quali il Tribunale fallimentare possa desumere segnali dell’impossibilità per l’imprenditore di far fronte ai propri debiti.

L’iniziativa per la dichiarazione di fallimento, mediante deposito della relativa istanza, spetta a determinate categorie di soggetti tassativamente previsti dalla legge:

  • il debitore medesimo che chiede il proprio fallimento;
  • i creditori di un soggetto insolvente;
  • il pubblico ministero.

L’istanza presentata da uno o più creditori, infine, prende le forme di un ricorso, che si dovrà redarre per iscritto e depositare nella cancelleria del Tribunale fallimentare competente.

Si sottolinea che l’articolo 147, comma 4, legge fallimentare prevede una particolare forma di istanza di fallimento nell’ipotesi in cui risulti l’esistenza di soci illimitatamente responsabili prima sconosciuti. Questo dopo la dichiarazione del fallimento di una società.

In questo caso, poiché il fallimento della società comporta automaticamente il fallimento dei suoi soci illimitatamente responsabili, il curatore del fallimento della società, o un creditore della stessa, oppure uno dei suoi soci, potranno presentare istanza per la dichiarazione del fallimento del socio illimitatamente responsabile prima sconosciuto.

Agenzia delle Entrare ed ex Equitalia possono chiedere il fallimento per debiti fiscali

Per quanto concerne i debiti di natura fiscale, l’Ente creditore (Agenzia delle Entrate o Agenzia delle Entrate Riscossione) potrà chiedere al Tribunale competente di dichiarare il fallimento della società debitrice. Per avanzare tale richiesta risulterà sufficiente che l’Agente della riscossione alleghi alla domanda il semplice ruolo esattoriale. Questo senza che risulti necessaria la preventiva notifica di un avviso o di una precedente azione esecutiva.

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