Intimazione di pagamento: cosa sta notificando l’Agenzia delle Entrate

articolo a cura di:
Giovanni Perilli
Giovanni Perilli

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Intimazione di pagamento
Intimazione di Pagamento in arrivo… se avete attivato un contenzioso tributario con l’Agenzia delle entrate e avete perso. 

Attenzione alle intimazioni di pagamento!

L’intimazione di pagamento è l’atto con il quale l’agente riscossore, ai sensi dell’art. 50 Dpr 602/1973, invita il contribuente a pagare una determinata somma di denaro ponendo un termine perentorio e molto ristretto.

Qualora l’imprenditore non dovesse essere in grado di saldare la somma richiesta, l’Ente Riscossore procederà alle azioni esecutive quali iscrizioni ipotecarie e/o pignoramenti. Con la ripresa della riscossione post pandemica, c’è da dire che le azioni esecutive, se prima meno puntuali, ad oggi partono al primo giorno utile. Ci sono casi, infatti, in cui dopo i 5 giorni intimati, al sesto si è proceduti con l’azione esecutiva di pignoramento. Il consiglio, nel caso di ricezione di una intimazione di pagamento, è procedere alla verifica dell’atto e alle possibilità di impugnarlo.

Gli Uffici legali dell’Agenzia delle entrate stanno recapitando ai contribuenti migliaia di atti esecutivi. Questi, puntano a esigere il versamento di una parte (da due terzi al  100%) delle imposte, più interessi e sanzioni, che sono state oggetto di un precedente ricorso rigettato con sentenza , in tutto o in parte, favorevole al Fisco.

In questa situazione è necessario, anche se non certo facile, mantenere la calma. Ciò considerando che, in caso di mancato pagamento, l’intimazione verrà affidata alla Riscossione solo dopo 90 giorni dalla notificazione.

In tale lasso di tempo, è opportuno che ti rivolga, senza ritardo, al proprio difensore tributario di fiducia. Grazie a questo professionista potrai verificare se l’intimazione di pagamento può essere contestata in quanto errata (ad esempio, nel calcolo degli importi).

In questa occasione potrai impugnare la sentenza sfavorevole (di primo o di secondo grado) che ha generato l’intimazione di pagamento.

Infatti, sarà possibile chiedere al Giudice tributario (Commissione tributaria Regionale) di sospendere gli effetti della sentenza sfavorevole. Questo si tradurrà nel “congelamento” anche della richiesta di pagamento fino alla conclusione del processo tributario.

Qual è il requisito fondamentale per ottenere il risultato sperato? 

La risposta è semplice: è necessario dimostrare al Giudice che la propria situazione economica e finanziaria non consente il pagamento di quanto richiesto dall’Agenzia delle entrate.

L’avviso di accertamento è l’atto con il quale il c.d. ente impositore (Agenzia delle entrate, in particolare) comunica gli esiti, purtroppo “negativi”, del controllo della “posizione fiscale” del singolo contribuente.

Ti invito a leggere anche il nostro ultimo contributo su: Avviso di Accertamento: cos’è e come difendersi.

Ad oggi un imprenditore si trova a dover sviluppare la sua impresa a fronte di una pressione fiscale del 65%. In questa situazione accumulare un debito fiscale, tributario e commerciale superiore a 100mila euro è molto probabile. 

Il consiglio è di non perdere tempo e fissare un appuntamento con il proprio professionista per concordare, caso per caso, la migliore strategia difensiva da adottare. Perché come ricorda il Mef (Ministero dell’Economia e delle Finanze) nel report sul contenzioso tributario 2021, ha ufficializzato che 1 volta su 2 l’imprenditore batte, totalmente o parzialmente, il Fisco in giudizio.

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