Intimazione da 17 milioni di euro, cosa c’è dietro e perché coinvolge anche te

articolo a cura di:
Giovanni Perilli
Giovanni Perilli

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Intimazione da 17 milioni ex equitalia

Una Intimazione da oltre 17 milioni di euro è stata notificata pochi giorni fa a un ex imprenditore vicentino, ma cosa c’è dietro l’atto di ex Equitalia?

La notizia è stata accolta con immenso clamore e, in effetti, ricevere nella cassetta postale una intimazione di pagamento, con la quale ti viene comunicato che, entro 5 giorni, hai a pagare l’intero debito fiscale, certo non è una cosa bella.

Ancor più considerando che il debito in oggetto, al di là della sua natura, è di oltre 17 milioni di euro che, salvo pochi “paperoni” in Italia, sfido chiunque a prendere “sottogamba”.

Ma cosa si cela dietro l’atto ricevuto dall’ex imprenditore vicentino, oggi lavoratore part-time? 

Semplice, c’è la ripresa della riscossione (clicca qui se hai debiti con il fisco e non vuoi ricevere un atto da Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate Riscossione). Lo spauracchio che da mesi evidenziamo e che ancora troppi pochi imprenditori prendono sul serio.

Insomma, se è vero che anche tu hai “storto” il naso dinanzi la richiesta esosa del fisco, lo è anche che questa azione di Agenzia delle Entrate Riscossione devi vederla come un grande campanello d’allarme anche per il tuo business.

Due anni quasi di pausa fiscale sono alle spalle e “i bollettini da incubo”, così come anche affermato da “Il Giornale” fanno parte della quotidianità anche se non finiscono titolati nei tg.

Intimazione da 17 milioni di euro, c’è altro in arrivo?

Quanto appare lampante è che questo sia solo l’inizio perché la ripresa della riscossione porterà con se tantissimi atti come avvisi di accertamento e inviti a comparire (già da marzo 2021) nonché cartelle esattoriali, intimazioni di pagamento, pignoramenti e ipoteche. D’altronde si sa, ogni istante potrebbe essere quello giusto perché dietro ogni invio ci sono semplici “computer” che comandano.

Pensare “figurati se arriva a me” è quanto di peggio si possa fare e, purtroppo, di casi di “imprenditori che aspettano” e poi si confrontano con intimazioni di pagamento, ce ne sono ancora troppi.

Se pre-pandemia, infatti, i tempi erano “lunghi”, oggi si sta assistendo a un qualcosa di “svizzero”.

Al primo giorno utile, infatti, a sei giorni dalla ricezione dell’intimazione di pagamento, scattano i pignoramenti. Ciò è quanto accaduto anche a un nostro cliente e lo spieghiamo in questo video. Clicca qui se hai già ricevuto un atto dal Fisco e vuoi Gestirlo e Risolverlo.

Si può gestire l’intimazione di pagamento?

Dinanzi a questi eventi, la sola cosa da non fare è stare fermi ed aspettare o, ancor più, pagare senza aver verificato. 

Questo non solo perché, così come afferma il Ministero dell’Economia e delle Finanze, 1 volta su 2 l’imprenditore batte il fisco totalmente o parzialmente in giudizio, ma anche perché gestire il debito fiscale è possibile.

Questa azione passa da una “verifica” con un professionista esperto in quanto un atto fiscale altro non è che un atto giuridico e servono avvocati specializzati per trattarlo.

Come dire: ho la tachicardia e vado dall’ortopedico oppure, ho fatto un incidente con l’auto e vado dal divorzista.

Scegliere nel modo giusto il proprio professionista è determinante. Lo diciamo forti della nostra esperienza che, da oltre un 20ennio, ci vede accanto agli imprenditori nella gestione del debito fiscale e, quando anche superiore ai 500mila euro, anche commerciale.

Il 2022 è alle porte e prendere in mano il proprio debito, gestirlo e risolverlo non deve essere un’ipotesi da valutare o una cosa per cui dire “prima o poi lo farò”.

Agire adesso è fondamentale. Pensa al tuo debito: riusciresti a pagarlo in 5 giorni dopo una intimazione di pagamento?

Potresti permetterti di affrontare un pignoramento del conto corrente, di un immobile o presso terzi?

La “tua” intimazione di pagamento potrebbe essere a un click di distanza. Io agirei adesso.

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