Fisco: stop alla tregua estiva. Si punta a incassare 14 miliardi entro fine 2022

articolo a cura di:
Lodovico Poschi
Lodovico Poschi

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Stop tregua estiva, via alla riscossione

Dopo la tregua estiva, il Fisco ha ripreso la sua attività di notifica e riscossione e le scadenze fiscali tornano a pesare sulle spalle degli imprenditori.

Per gli imprenditori e per le aziende italiane la situazione è preoccupante: l’obiettivo dichiarato dal Fisco è quello di incassare 14 miliardi entro la fine del 2022 attraverso la riscossione delle cartelle in sospeso.

In altre parole, da qui a fine anno saranno inviate circa 30.000 notifiche al giorno, e si conferma il pugno duro per i prossimi mesi.

100mila imprese a rischio default e 11 miliardi in più di debiti a rischio: troppe incertezze in Italia sulla riscossione

A cosa è dovuta questa avanzata del Fisco? La ragione è evidente.

In Italia il quadro economico e sociale è ancora troppo incerto, e  dopo due anni di pandemia adesso bisogna fare i conti con le tensioni internazionali culminate con lo scoppio del conflitto in Ucraina, sulla cui durata nessuno è più in grado di fare previsioni.

Questo rischia di limitare a lungo gli scambi commerciali (sia in termini di esportazioni che di importazioni), e avere conseguenze devastanti sulle quotazioni dell’energia e sul prezzo delle materie prime.

Gli analisti prevedono già nel breve periodo un impatto sociale significativo con ricadute sul costo della vita e, in particolare, sui beni di prima necessità.

In ogni caso, per gli imprenditori sarà un rientro dalle ferie molto complicato.

Tante incognite gravano sul prossimo autunno.

Senza un intervento per calmierare gli aumenti incontrollati del costo dell’energia, molte aziende hanno già programmato di ridurre o addirittura sospendere la produzione.

Colpito duramente anche il settore turistico ricettivo e quello della ristorazione: le bollette di luglio, letteralmente schizzate alle stelle, fanno temere il futuro di molte attività come imprese di commercio, turismo, artigianato e PMI.

Sono tantissimi coloro che minacciano di abbassare le saracinesche con la fine della stagione estiva. E la situazione non sembra migliorare.

Da settembre in arrivo 2 milioni e mezzo di lettere agli imprenditori, pronti alla riscossione

In questo quadro drammatico, a settembre riparte l’attività di riscossione dell’Agenzia delle Entrate per raggiungere entro fine anno l’incasso stimato di 14 miliardi.

Gli strumenti utilizzati dal Fisco sono noti: intelligenza artificiale, contrasto alle indebite compensazioni e cessioni dei crediti fiscali con focus sul superbonus.

E sono in partenza un fiume di lettere di compliance per indurre imprenditori e professionisti che hanno debiti col Fisco ad accettare un’adesione spontanea.

Secondo le stime dell’Agenzia delle Entrate Riscossione saranno inviate 2 milioni e mezzo di notifiche entro la fine dell’anno.

L’affondo è previsto nel 2024 quando si sfonderà il tetto dei tre milioni di alert, da cui l’Agenzia conta di incassare per il triennio complessivamente oltre 7 mld.

In totale, nel triennio 2022-2024, gli inviti a regolarizzare la propria posizione con il fisco coinvolgeranno complessivamente oltre 7 milioni e mezzo di contribuenti.

L’Agenzia delle Entrate punta a ridurre sensibilmente il tax gap, ovvero la differenza tra le imposte che vengono effettivamente incassate dalle amministrazioni fiscali e quelle che si incasserebbero nel caso di adempimento spontaneo.

Si tratta di un elemento strategico per l’amministrazione guidata da Ernesto Maria Ruffini, legato anche agli obiettivi del Pnrr.

Per questo motivo saranno rafforzati i meccanismi di incentivazione all’adesione spontanea attraverso un massiccio invio di comunicazioni ai contribuenti per favorire l’emersione delle basi imponibili ai fini delle imposte dirette e dell’Iva.

Un’attività che l’amministrazione finanziaria aveva sospeso nel 2020 a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19 per poi ripartire nel 2021 con la graduale ripresa delle attività economiche e sociali.

Superbonus, controlli su almeno il 60% delle cessioni del credito

Un altro fronte su cui si andrà ad intervenire riguarda un piano di verifiche su almeno il 60% delle cessioni del credito inviate per usufruire delle agevolazioni edilizie legate al superbonus.

Attraverso una piattaforma informatica si passerà al vaglio delle comunicazioni inviate dai contribuenti, ed entro 5 giorni gli uffici effettueranno i controlli in base agli indicatori di rischio predefiniti.

Insomma, c’è poco da stare allegri. 

Il quadro geo-politico sfociato nella guerra fra Russia e Ucraina ha stravolto di nuovo una situazione che stava lentamente tornando alla normalità e per tantissimi imprenditori è sempre più difficile gestire la propria attività. 

La recente crisi del Governo Draghi, che ha determinato le consultazioni elettorali del prossimo 25 settembre, ha accentuato tutte le criticità che già erano di enormi portata.

Se a questo si aggiungono problemi di natura fiscale tutto si complica ancora di più.

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