D.L. Fisco-Lavoro e cartelle esattoriali, il punto di Agenzia delle Entrate Riscossione

articolo a cura di:
Giovanni Perilli
Giovanni Perilli

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Agenzia delle Entrate Riscossione

Decreto Fisco-Lavoro e Cartelle Esattoriali, le novità.

L’Agenzia delle entrate ha fatto il punto sulle novità introdotte dal D.L. 146/2021, c.d decreto fiscale, sulle cartelle esattoriali. Anche alla luce delle modifiche  introdotte in fase di conversione in legge. Ecco i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate-riscossione sul “Decreto Fiscale” (DL n. 146/2021), convertito con modificazioni dalla Legge n. 215/2021. Decreto recante “Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili.

Con l’ok al Decreto Fisco-Lavoro e le novità sulle cartelle esattoriali, va a concludersi questo anno 2021 anche sul fronte fiscale. Alla luce di ciò, va subito evidenziato che per gli imprenditori le novità introdotte in materia di cartelle esattoriali da parte del D.L. 146/2021 sono diverse. Nell’ultimo step di discussione, quello della conversione in legge, infatti, sono state introdotte diverse e sostanziali modifiche rispetto al testo originario del decreto. Quest’ultimo, discusso a metà dicembre, è stato approfondito in questo articolo. In primis, il decreto ha rivisto i termini di scadenza delle rate 2020 e 2021 della rottamazione-ter.

Fisco-Lavoro e cartelle esattoriali, il punto in generale

Il 2021 va concludendosi e porta con sé quello che, con tutta probabilità, sarà l’ultimo anno di “pausa” fiscale. La certezza di quanto affermato sorge da due considerazioni. La prima è conseguenza alla cronaca politica: da settembre la riscossione è ripresa sul fronte ex Equitalia con l’invio di intimazioni di pagamento mentre dallo scorso marzo Agenzia delle Entrate è già in regime ordinario. La seconda viene dalla legge di bilancio che non stanzia alcun fondo per nuovi rinvii e ha solo “agevolato” gli imprenditori con un allungo dei termini di pagamento. Insomma, non si scherza più con il Fisco. Il 2022 sarà un ritorno al passato con un’aggravante: l’ente riscossore avrà da recuperare oltre 2 anni di stop e di mancati versamenti e lo farà con quello che è già considerato “l’anno dell’inferno fiscale”.

Fisco-Lavoro e cartelle esattoriali, le novità sulle scadenze delle rate

Prima evidenza introdotta dal testo convertito in legge non è proprio una novità. Tutti gli imprenditori che non hanno saldato le rate 2020 e 2021 della “Rottamazione-Ter” e del “Saldo e stralcio” sono a rischio. Due i motivi. Il primo è di decadere da ogni agevolazione e la seconda è quella di esporsi al subire una intimazione di pagamento. Atto, quest’ultimo, di cui si è sentito parlare molto nell’ultimo periodo e che davvero fa paura agli imprenditori che con una sola notifica PEC rischiano di perdere praticamente tutto!

Fisco-Lavoro e cartelle esattoriali, le novità sui termini di pagamento

Altra “variabile” trattata dal decreto è che tutte le cartelle notificate dal 1° settembre al 31 dicembre 2021 godranno di un tempo di pagamento prolungato fino a 180 giorni dalla notifica. Ricordiamo che quello ordinario è pari a 60 giorni. Prima di questo termine, quindi, è specificato che Agenzia delle Entrate Riscossione non potrà esigere il debito iscritto a ruolo. Va da sè che scaduto questo termine scattano immediatamente Intimazioni di pagamento al fine di esigere il credito. Un aspetto che non deve trarre in inganno è proprio questa “estensione dei tempi”. Questo perché, pur essendo stati allungati i termini di pagamento, sono rimasti gli stessi quelli d’impugnazione, fissati così a 60 giorni dalla notifica. Clicca qui per ottenere gratis il capitolo del libro bestseller Amazon “Liberati da Equitalia” che spiega come gestire e annullare una intimazione di pagamento.

Fisco-Lavoro e cartelle esattoriali, le novità per chi sta rateizzando

Novità dal decreto anche per chi ha in corso una rateizzazione. Gli imprenditori, infatti, che hanno rateizzazioni in essere all’8 marzo 2020 (21 febbraio nel caso di soggetti residenti nella cosiddetta ex “zona rossa”), la decadenza dalle agevolazioni cade al mancato pagamento di 18 rate anche non consecutive. Per, invece, quelle concesse dopo l’8 marzo 2020 (richiedibili fino 31 dicembre 2021), la decadenza si ha con il mancato pagamento di 10 rate anche non consecutive. Un dato importantissimo perché ad oggi sembra tutto più “tranquillo” e invece il mancato saldo di sole 10 rate dall’8 marzo espone tutti alle intimazioni di pagamento. Dal 1° gennaio 2022, invece, la decadenza sarà concreta per sole 5 rate, anche non consecutive, non saldate.

Fisco-Lavoro e cartelle esattoriali, il consiglio

Sfruttare quest’ultimo tempo rimanente per “verificare il proprio debito fiscale” e gestirlo è, sicuramente, la scelta di ogni imprenditore saggio. Ciò soprattutto nell’ottica del fatto che, da dicembre 2021, è possibile ridurre fino all’85% il proprio debito fiscale e commerciale, se superiore ai 500mila euro, grazie alla transazione fiscale all’interno del concordato preventivo. E per i debiti più bassi e comunque superiori a 100mila euro?

Qui, i dati positivi arrivano direttamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che nel suo report 2021 ha reso noto che 1 volta su 2 gli imprenditori battono il fisco in giudizio totalmente o parzialmente. Un’ottima notizia che suggerisce a ciascuno di affidarsi a un professionista specializzato e gestire la propria posizione debitoria fiscale. “Aspettare” non può essere una “opzione”, il rischio di “perdere tutto” è troppo grande!

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