Cosa devi assolutamente sapere se hai un debito fiscale maggiore di 100mila euro

articolo a cura di:
Stefano Aiello
Stefano Aiello

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debito fiscale cosa sapere per gestirlo

Debito Fiscale, cosa sapere

In Italia c’è un carico contributivo e fiscale per le aziende che arriva quasi al 65%, abbiamo una pubblica amministrazione che ha debiti verso fornitori privati pari a 60 miliardi di euro e un magazzino di debiti tributari più alto di mille miliardi.

In tutto questo bisogna comprendere che ci sono stati momenti molto difficili con oltre 18 mesi di stop da parte di Agenzia delle Entrate Riscossione. Inoltre, l’attività nei confronti degli imprenditori che sono riprese a pieno ritmo solo da settembre.

In questo scenario c’è stata una novità interessante introdotta il 15 luglio: il Nuovo Codice della Crisi d’Impresa.

Ecco allora tutto quello che devi sapere se hai un debito fiscale maggiore di 100mila euro.

Cosa cambia con il nuovo codice della Crisi d’Impresa

Il primo intervento che si va ad innestare nel Codice della Crisi d’Impresa è stato quello del dicembre 2020. In quella data, è finalmente stata sdoganata la possibilità per gli imprenditori di poter andare a discutere il proprio debito con l’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Oggi abbiamo un dato davvero eclatante con un’azienda su due a rischio fallimento. Quindi ecco che il codice della Crisi d’Impresa permette di cambiare approccio e paradigma verso il fallimento.

Prima del 2020 il diniego dell’Agenzia delle Entrate portava al fallimento dell’azienda che aveva chiesto il concordato preventivo. Facile è quindi immaginare il motivo per cui erano davvero in pochi a cercare questa via d’uscita.

Poi la situazione è cambiata: l’Agenzia delle Entrate dal dicembre 2020 non ha più il potere di veto nei confronti della transazione fiscale proposta dall’imprenditore.

Adesso siamo passati da una situazione di pericolo per un’azienda ad una grande opportunità da riuscire a cogliere. 

A differenza di quanto accadeva prima, oggi una proposta effettuata al Fisco per ridurre il debito fiscale viene gestita dai tribunali e dal giudice.

In questo caso viene effettuata soltanto una valutazione, perché il giudice deve accettare che in caso di fallimento dell’azienda, lo Stato riceverebbe meno soldi rispetto a quanti ne riceverebbe da un accordo con un concordato preventivo o una transazione fiscale.

Insomma, da quando il Fisco non ha più il potere di bloccare gli accordi tra l’imprenditore e lo Stato, la gestione del debito di un’impresa è cambiata radicalmente.

Oggi c’è la volontà di accompagnare l’imprenditore verso il risanamento della propria azienda. I risultati ottenuti anche in CFC Crisi Fiscale d’Impresa lo dimostrano ampiamente.

Siamo riusciti a gestire e risolvere i debiti di decine di aziende perché ci siamo trovati subito con alcune situazioni dove era possibile applicare il nuovo Codice della crisi d’impresa.

Abbiamo aiutato decine e decine di imprenditori che sono riusciti ad avere fino all’80% di sconto.

Risolvi il tuo debito fiscale superiore a 100mila euro

La nuova transazione fiscale è stata spesso definita come un vero e proprio saldo e stralcio, in grado di assicurare un vantaggio certo sia per lo stesso imprenditore che per l’erario. Questo per due ragioni:

  1. il Fisco può recuperare una parte del credito anziché rischiare di non incassare nulla in caso di chiusura dell’impresa;
  2. si mantiene la continuità aziendale e si evita la perdita di posti di lavoro, con l’imprenditore di nuovo libero dal peso del suo debito con il Fisco.

Con un team esperto al tuo fianco potrai Risolvere le tue posizioni debitorie con l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia), eliminando Inviti a comparire, Avvisi Bonari, Avvisi di Accertamento, Cartelle di Pagamento, Ipoteche e Pignoramenti per importi superiori a 100mila euro.

CFC – Crisi Fiscale d’Impresa – eccellenza Forbes del Legal in Italia in ambito Tutela del Patrimonio e Gestione del debito Fiscale. Può aiutarti a gestire e risolvere il tuo debito con il Fisco, se maggiore di 100mila euro grazie all’aiuto di un Difensore Patrimoniale.

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