Crisi energetica, inflazione e scadenze fiscali, non c’è pace per gli imprenditori

articolo a cura di:
Lodovico Poschi
Lodovico Poschi

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Energy crisis, inflation and tax

Un’estate che si annuncia torrida per gli imprenditori, e non solo dal punto di vista meteorologico. Fra aumenti di materie prime, rincari energetici e debiti fiscali il quadro è davvero drammatico. 

La crisi del gas, se ci saranno razionamenti come faranno le imprese?

Far quadrare i conti della propria impresa diventa sempre più problematico in un contesto economico estremamente complicato. I rincari energetici, l’aumento di molte materie prime e i due anni durissimi di pandemia pesano come macigni. 

Anche Confindustria non nasconde le sue preoccupazioni.  

Soprattutto la situazione legata all’energia si sta facendo molto complessa e se la guerra tra Ucraina e Russa dovesse durare ancora a lungo le previsioni ci parlano di un inverno molto duro.

L’incremento dei costi – la benzina ha di nuovo sfondato il tetto dei 2 euro nonostante l’intervento straordinario sulle accise – rischia di far volare l’inflazione.

Ma l’allarme dell’associazione degli industriali italiani va oltre.

Se, come sembra, diventeranno ancora più difficili gli approvvigionamenti di gas dalla Russia, non è escluso che si possa andare incontro anche un razionamento e che alcune aziende siano costrette a rallentare la propria produzione o addirittura bloccarla.

Sarebbe un disastro, forse l’inizio di una lunga e dolorosa crisi economica.

Debiti fiscali, a fine luglio rottamazione ter per le rate 2021 

A tutto questo si deve aggiungere la montagna di debiti fiscali che incombe sulle imprese, soprattutto piccole e medie. 

Il prossimo 31 luglio (con termine di tolleranza all’8 di agosto) è in agenda l’ennesimo test sulla rottamazione ter, con il saldo delle rate 2021. 

E non è finita. In autunno c’è l’ultima scadenza, quella relativa alle rate 2022. Il termine è fissato al 30 novembre con i canonici 5 giorni di tolleranza. 

Ricordiamo che i risultati di questa ulteriore finestra aperta dal Governo sono stati molto deludenti: all’appuntamento del 9 maggio, relativo alle rate 2020, si è presentato solo 1 imprenditore su 2. 

Se non si paga entro le scadenze, una volta decaduti, lle somme finora versate saranno considerate a titolo di acconto sul totale dovuto.

Per chi non ha potuto pagare  si aprono le porte delle azioni esecutive

L’ente riscossore può procedere con il pignoramento verso terzi, che riguarda i crediti che il debitore ha verso terzi, per esempio il conto corrente, stipendio, ma anche la pensione, oppure beni del debitore che siano in possesso di terzi (approfondisci qui).

18 miliardi da recuperare e 16 milioni di cartelle in partenza: debiti fiscali zavorra per le imprese 

Sotto questo aspetto, il 2022 sarà ricordato da molti come un anno horribilis. 

Il Fisco ha 18 miliardi da recuperare e 16 milioni di cartelle pronte per essere notificate. La tregua imposta durante il Covid è finita e la riscossione marcia a livelli più alti rispetto al periodo pre-pandemia. 

Ora è il momento di agire e mettere in campo la strategia vincente

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