Crisi di Governo: la Riforma Fiscale è sempre più lontana

articolo a cura di:
Lodovico Poschi
Lodovico Poschi

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Crisi di Governo, occorre fare in fretta o guai agli imprenditori a causa della crisi fiscale d’impresa.

1.100 miliardi, pari al 60% del prodotto interno lordo: questo è il magazzino dei crediti che deve riscuotere Agenzia delle Entrate.

Numeri da tragedia, già resi noti dal numero 1 di Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini e che sono stati sottolineati da Mario Draghi nel suo ultimo passaggio alle Camere.

Crisi di governo e tante incognite sulla riforma fiscale

La crisi di Governo, esplosa dopo che il M5S ha deciso di sfilarsi, arriva in un momento delicatissimo per le piccole e medie imprese, strozzate dalla crisi e in moltissimi casi con debiti fiscali che si trascinano da tempo.

Proprio in queste settimane la riforma del Fisco avrebbe dovuto ricevere l’ultima ratifica dal Senato per passare quindi alla fase 2, quella della scrittura dei decreti attuativi. Cosa accadrà adesso con lo scioglimento delle Camere?

E’ questo, ma ce ne sono molti altri, uno dei nodi fondamentali da sbrogliare.

Lo stesso Draghi, nell’aula del Senato, ha ricordato come “siamo consapevoli che in Italia il fisco è complesso e spesso iniquo e che per questo occorre procedere con uno sforzo di trasparenza”.

In Italia, ha aggiunto l’ormai ex premier, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione conta 1.100 miliardi di euro di crediti residui, pari a oltre il 60% del prodotto interno lordo nazionale, una cifra impressionante. 

Dobbiamo quindi approvare al più presto la riforma fiscale, che include il completamento della riforma della riscossione, e varare subito dopo i decreti attuativi”.

Che fine faranno allora i bei progetti di riduzione delle aliquote Irpef a partire dai redditi medio-bassi, il superamento dell’Irap e la razionalizzazione dell’Iva? Le basi per la riforma sono state poste con l’ultima legge di bilancio, che ha avviato la revisione dell’Irpef e la riforma del sistema della riscossione.

Crisi di Governo: fra i tanti temi caldi anche quello del futuro del superbonus edilizio

Ma senza i decreti attuativi quello che è stato fatto sinora rischia di crollare come un castello di carta.

Rispetto al gigantesco magazzino fiscale della riscossione, la Corte dei Conti è stata chiara: solo il 6% delle giacenze dei ruoli può sperare di essere riscosso. Nei bilanci degli enti e dell’Agenzia dell’Entrate ci sono crediti giacenti da oltre 20 anni.

Una situazione non più sostenibile che la legge delega si era data come obiettivo di sanare attraverso un restyling del sistema.

Come detto i temi caldi che giacevano sul tavolo del Governo erano tanti.

Crisi di Governo: dal superbonus edilizio un concreto punto di domanda

Oltre alla riforma fiscale c’è il dossier dei bonus edilizi, Superbonus in testa che ha visto una genesi molto burrascosa con continui cambi di normativa. Alla fine la macchina si è incartata e come conseguenza le banche hanno bloccato l’erogazione del credito. Ciò ha generato una mancanza di liquidità alle imprese e il conseguente blocco dei cantieri.

Senza contare che le indagini della Guardia di Finanza hanno portato all’emersione di circa 6 miliardi di frodi con il recupero finora solo di 2 mld di fondi distratti. L’ipotesi sul tavolo era quella di ridurre il contributo attraverso un meccanismo che prevede un decalage delle aliquote applicate per portare il Superbonus dal 110% al 75% fino al 2025.

Anche questa rimarrà lettera morta?

Gestisci il tuo debito, non giocare a testa o croce

Siamo di fronte ad una situazione che va monitorata con estrema attenzione.

Da quasi 2 anni l’Agenzia delle Entrate Riscossione non riscuote il debito degli imprenditori. Questo significa che, soprattutto se il tuo debito supera i 100mila euro, ti trovi esposto ancora di più. Con un magazzino di crediti fiscali come quello di cui abbiamo parlato prima, appare chiaro il cambio di marcia da parte del fisco.

Lo stesso Ernesto Maria Ruffini ha dichiarato, quale obiettivo 2022, di voler recuperare circa 18 miliardi di euro dagli imprenditori italiani. Credo che non piaccia a nessuno giocare a “testa o croce” con il futuro dell’azienda, ma soprattutto della famiglia e del proprio patrimonio.

Ora che le ferie del Fisco devi metterti in moto e Gestire e Risolvere il tuo debito fiscale. Se il tuo debito è superiore a 100mila euro, vuol dire che sei esposto in modo pericoloso (qui una possibile soluzione).

Non aspettare, mettiti nella condizione di gestirlo nel minor tempo possibile.

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