Spariscono le cartelle esattoriali fino a 1000 euro, ci sono anche multe e bolli auto

articolo a cura di:
Lodovico Poschi
Lodovico Poschi

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cartelle esattoriali fino a 1000 euro

Il disegno di legge di Bilancio 2023, che sarà in discussione alle Camere nelle prossime settimane, contiene fra le altre cose lo stralcio totale delle cartelle esattoriali fino a 1000 euro. 

Cartelle esattoriali fino a 1000 euro, dal 23 gennaio 2023 si potranno cestinare

Di fatto, si considerano automaticamente annullati, alla data del 31 gennaio 2023, i debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore della Finanziaria, fino a mille euro, comprensivi di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015.

L’agenzia della Riscossione trasmette agli enti interessati  (come, ad esempio, l’Agenzia delle Entrate), entro il 30 giugno 2023, l’elenco delle quote annullate su supporto magnetico, oppure in via telematica.

Gli enti creditori, sulla base dell’elenco trasmesso dall’agenzia, adeguano le proprie scritture contabili.

Sanatoria mini-cartelle, ci sono anche multe e bollo

La mini sanatoria comprende anche somme relative alle multe stradali non pagate e a tutti gli importi addebitati relativi alla circolazione dei veicoli, come il bollo auto. 

Pertanto, nel caso in cui risultino versamenti in sospeso relativi a multe o bollo auto non pagati fino al 2015 e compresi nel limite di 1.000 euro, nel 2023 i debiti saranno automaticamente cancellati. 

L’importo di 1000 euro si riferisce ad ogni singolo importo, non alla cartella. Infatti, nel caso in cui in cui una singola cartella comprenda più imposte, il tetto di 1.000 euro va considerato per ogni singola somma dovuta.

Ad esempio, se il contribuente, in una singola cartella, ha un debito relativo all’IVA di 700 euro e uno relativo all’IRPEF di 800 euro potrà comunque beneficiare dello stralcio. 

Il tetto dei 1000 euro si riferisce ai singoli carichi

Questo perché non bisogna considerare l’importo totale del debito, che in questo caso raggiungerebbe i 1.500 euro, ma quello delle singole voci, entrambe sotto i 1.000 euro e pertanto oggetto di stralcio. 

Per fare un altro esempio, nel caso in cui fosse stato notificato in un’unica cartella un debito relativo all’IVA di 1.200 euro e uno relativo all’Irpef di 700 euro, lo stralcio interesserebbe solamente quest’ultimo, poiché inferiore al limite previsto.

I 1.000 euro, infatti, come specificato nella bozza del testo, sono riferiti ai singoli carichi affidati all’agente della riscossione. Pertanto, salvo eventuali cambiamenti nella versione definitiva della Legge di Bilancio 2023, potrebbero essere annullati anche debiti superiori ai 1.000 euro previsti.

E se ho un debito con la mia impresa? Ecco come risolvere 

Il dott. Carlo Carmine, founder di CFC Crisi fiscale d’impresa, eccellenza Forbes del Legal in Italia in ambito Tutela del Patrimonio e Gestione del debito Fiscale, commenta così la manovra fiscale del governo.

Si tratta di un provvedimento rivolto in modo particolare alle persone fisiche, certamente di aiuto per le famiglie in un momento di grande difficoltà a causa dell’aumento delle bollette e del caro vita.

Ma il vero saldo e stralcio per le aziende esiste già – continua – e noi di CFC Crisi fiscale d’impresa lo abbiamo già utilizzato con successo per aiutare tanti imprenditori che si sono già rivolti a noi per gestire situazioni debitorie con il fisco anche superiori a 500 mila euro. 

Mi riferisco alla transazione fiscale all’interno di un concordato preventivo o, meglio ancora, di un accordo di ristrutturazione del debito, che consente di ridurre il proprio debito anche fino all’80% e pagare il restante 20% in 4 o 5 anni. 

Questo strumento, forse ancora poco conosciuto, è una grande opportunità per uscire dalla crisi fiscale d’impresa e tornare ad essere un imprenditore libero e un contribuente sano”.

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