Cartelle esattoriali e Pace fiscale: cosa si aspettano gli Imprenditori

articolo a cura di:
Giovanni Perilli
Giovanni Perilli

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Cartelle esattoriali e Pace fiscale

Cartelle esattoriali e Pace fiscale: cosa si aspettano gli Imprenditori

L’economia prova a ripartire mentre gli imprenditori si sentono stretti “nella morsa del Fisco”. 

Dal 1° Settembre scorso, infatti, Agenzia delle Entrate Riscossione ha ripreso con l’attività di notifica di cartelle di pagamento e azioni esecutive. In arrivo, tra PEC e raccomandate, numerosissime intimazioni di pagamento che chiedono agli imprenditori, già in difficoltà a causa della crisi, il pagamento del debito fiscale in appena 5 giorni. Già dal sesto,infatti, sono previsti pignoramenti e iscrizioni ipotecarie per coloro che non saldano.

Gli atti pronti per essere inviati, ad oggi, ammontano a oltre 1 milione al mese, circa 33.000 al giorno!

A rischio sono non solo coloro che avevano debiti “scaduti” già prima dell’8 marzo 2020 ma anche tutti quelli che non sono riusciti a rimettersi in bonis nei confronti del Fisco e che non riusciranno a farlo entro il prossimo 30 Novembre. 

Per fare chiarezza, abbiamo incontrato il dottor Carlo Carmine, autore bestseller Amazon già con il libro “Liberati da Equitalia” oggi in terza edizione e founder insieme all’avvocato Simone Forte, di CFC Legal una realtà composta da oltre 200 avvocati operanti su tutto il territorio nazionale, allo scopo di aiutare gli imprenditori a districarsi nella giungla delle azioni degli enti riscossori. 

Allora dottor Carlo, qual è il contesto attuale e cosa possiamo aspettarci con l’incalzare delle azioni di ex Equitalia?

“Viviamo un contesto complesso che vede il Fisco custodire milioni di atti e cartelle. Si parla, per la stragrande maggioranza, di cartelle di piccoli importi. La stessa Unimpresa ha quantificato in un importo pari al 78% le vecchie cartelle esattoriali di importo inferiore a 1.000 euro, 178 milioni di posizioni per un totale di 56 miliardi di euro.

E il magazzino fiscale odierno non è più roseo per Agenzia delle Entrate Riscossione perchè sul totale di 999 miliardi, 133 miliardi sono legati a persone fisiche decedute oppure a imprese cessate e fallite, mentre altri 152 a imprese in fallimento o con altre procedure concorsuali in corso. Si tratta di 285 miliardi sostanzialmente irrecuperabili”.

In questo contesto si muove l’attività di riscossione con Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate e Presidente dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che parla di circa 25 milioni di ruoli messi in stand by a causa della pandemia, con ben 4 milioni di essi in arrivo entro la fine dell’anno. 

Eppure si cerca di aiutare gli imprenditori con il cosiddetto Pacchetto Riscossione?

“Diciamo di sì. Il 15 ottobre 2021 il Governo ha approvato il testo del nuovo Decreto Fiscale. Diverse le tematiche affrontate e su cui si è cercato di correre ai ripari. 

Per le rateizzazioni in essere alla data dell’8 marzo 2020 il Governo ha concesso termine fino allo scorso 31 Ottobre per pagare l’arretrato. Ha fatto ciò, prevedendo una decadenza più ampia: mancato pagamento di diciotto rate, anziché dieci. Per Rottamazione-ter e Saldo e Stralcio, entro il prossimo 30 novembre 2021, sono dovute tutte  le rate in scadenza nel 2020 e fino a Luglio 2021

Infine, ci sono 150 giorni al posto degli ordinari 60, per pagare le cartelle esattoriali ricevute nel periodo dal 1° settembre al 31 dicembre 2021. Ma attenzione, il differimento vale solo per il calcolo degli interessi di mora e per l’avvio delle procedure di pignoramento, non ai fini della proposizione del ricorso. Per contestare la cartelle di pagamento restano 60 giorni che decorrono dalla data di notifica.

Il filo rosso è stato, sostanzialmente, quello di concedere più tempo ai contribuenti. Ma la problematica di fondo è un’altra. Rate troppo alte in tempi troppo stretti”

Come puoi difenderti e annullare un debito con il Fisco?

“Visto l’intrigo normativo, se posso permettermi di dare un suggerimento ai lettori, direi di verificare il debito fiscale attraverso l’aiuto di un professionista esperto. Noi stessi, in  “Liberati da Equitalia” abbiamo riscontrato oltre 73 vizi che, a vario titolo, annullano il debito con il Fisco. Inoltre, voglio evidenziare come la Relazione annuale del Contenzioso Tributario 2020 (Giugno 2021) dal Ministero dell’Economia e delle Finanze contenga un dato importantissimo: 1 imprenditore su 2 ottiene risultati totalmente o parzialmente favorevoli nei giudizi contro il Fisco.

In pratica, chi si dà da fare per gestire il debito pace fiscale riesce una volta su due a ridurre o annullare il debito, anche se ha in corso rateizzazioni”.

Quindi, per concludere, con la giusta strategia di gestione del debito fiscale si può davvero uscire dal pantano della crisi.

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