Cartelle esattoriali: 5 milioni di atti in arrivo entro dicembre 2022

articolo a cura di:
Stefano Aiello
Stefano Aiello

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Cartelle esattoriali: 5 milioni di atti in arrivo entro dicembre 2022

Cartelle esattoriali: Stop alla riscossione dovuto alla Pandemia archiviato, è ormai ripresa l’ordinaria notifica degli atti fiscali.

E così, gli imprenditori devono prepararsi a una nuova raffica di notifiche dall’Agenzia delle Entrate. Non ci sarà nessuna nuova proroga e il Fisco punta a notificare 5 milioni di atti entro la fine dell’anno, calcolatrice alla mano, parliamo di un ritmo di 30.000 invii al giorno.

A dirlo è anche la bozza di convenzione tra l’Agenzia delle Entrate e il Ministero dell’Economia per il Triennio 2022-2024 che prevede la notifica del 70% delle cartelle di pagamento non emesse tra il 2020 e il 2021 già entro la fine di questo anno.

Cosa significa per gli imprenditori e le aziende italiane?

Tutte le cartelle esattoriali che non sono state riscosse nei due anni precedenti si andranno ad aggiungere a quelle maturate successivamente.

E se un’azienda si trova già in grande difficoltà in seguito all’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, l’ennesimo attacco del Fisco rischia di essere il colpo di grazia definitivo.

Tuttavia oggi esiste una grande opportunità per gli imprenditori, che possono ridurre il Debito Fiscale e Commerciale superiore a 500mila euro dell’80%, e pagare il restante 20% in 4 o 5 anni.

Accantonando le cartelle esattoriali, dal 2020 ad oggi: come sono cambiati i rapporti tra imprese e Fisco

Novembre 2020 viene ricordato come lo spartiacque per i rapporti tra le imprese italiane e il Fisco, perché è nato l’istituto della transazione fiscale.

Prima del 2020 l’azienda poteva ottenere degli sconti soltanto per i debiti verso banche e fornitori, attraverso strumenti come il concordato preventivo o il piano di ristrutturazione.

Trovare un accordo era nell’interesse di tutti, perché si preferiva accettare una riduzione del debito da saldare piuttosto che la possibilità di perdere tutto nel momento in cui l’azienda fosse fallita.

Come detto, questa situazione era applicabile verso banche e fornitori, non per il Fisco. Le proposte verso l’allora Equitalia, oggi Agenzia delle Entrate Riscossione, venivano rifiutate 9 volte su 10 e avevano conseguenze irreversibili.

Prima del 2020 il diniego dell’Agenzia delle Entrate portava al fallimento dell’azienda che aveva chiesto il concordato preventivo, ragion per cui erano davvero in pochi a tentare questa strada.

Dal dicembre 2020 invece l’Agenzia delle Entrate non ha più il potere di veto nei confronti della transazione fiscale proposta dall’imprenditore, e siamo passati da una situazione di pericolo per un’azienda ad una grande opportunità da riuscire a cogliere.

A differenza di quanto accadeva prima, oggi una proposta al Fisco per ridurre il debito fiscale è gestita dai tribunali e dal giudice.

In questo caso si effettua soltanto una valutazione, perché il giudice deve accettare che in caso di fallimento dell’azienda, lo stato riceverebbe meno soldi rispetto a quanti ne riceverebbe da un accordo con un concordato preventivo o una transazione fiscale.

Insomma, da quando il Fisco non ha più il potere di bloccare gli accordi tra l’imprenditore e lo stato, la gestione del debito di un’impresa è cambiata radicalmente.

Oggi c’è la volontà di accompagnare l’imprenditore verso il risanamento della propria azienda e i risultati ottenuti anche in CFC Crisi Fiscale d’Impresa lo dimostrano ampiamente.

Siamo riusciti a gestire e risolvere i debiti di decine di aziende perché ci siamo trovati subito con alcune situazioni dove era possibile applicare il nuovo Codice della crisi d’impresa.

Abbiamo aiutato decine e decine di imprenditori che sono riusciti ad avere fino all’80% di sconto.

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In un periodo storico in cui ci troviamo ad affrontare la ripresa dei pagamenti con le banche, la crisi post Covid-19 e la crisi del conflitto Russia – Ucraina e il conseguente rincaro del costo dell’energia, avere accesso a uno strumento come questo può decretare il salvataggio della tua azienda.

Oggi la transazione fiscale è la grande opportunità per tutte le aziende italiane di risollevarsi. Tuttavia manca ancora la consapevolezza e la conoscenza di questi strumenti.

Oggi puoi ridurre il Debito Fiscale e Commerciale superiore a 500mila euro dell’80% e pagare il restante 20% in 4 o 5 anni.

Da oltre 20 anni aiutiamo gli imprenditori a gestire e risolvere la Crisi Fiscale d’Impresa grazie agli Accordi di Ristrutturazione dei Debiti e ai Concordati Preventivi con la Transazione Fiscale.

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