Avviso bonario, come rispondere in caso di accertamento fiscale?

articolo a cura di:
Lodovico Poschi
Lodovico Poschi

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avviso bonario

Con l‘avviso bonario Agenzia delle Entrate comunica al contribuente l’esito di un controllo fiscale e gli segnala errori di compilazione della dichiarazione o di eventuali irregolarità nell’esecuzione dei versamenti.

La modalità del controllo automatizzato è la forma più soft di accertamento fiscale, ma anche la più utilizzata dall’Agenzia delle Entrate.

Questa forma di controllo da parte del fisco si è evoluta nel tempo, diventando sempre più complessa e sofisticata. 

E non si limita più  alla semplice verifica dei dati esposti all’interno della singola dichiarazione, ma effettua veri e propri controlli “incrociati” tra dichiarazioni diverse, sia presentate dallo stesso soggetto, sia presentate da soggetti diversi. 

Per questo motivo occorre tenere gli occhi aperti ed essere pronti a difendersi in caso di contestazione. 

Avviso bonario, cos’è e cosa contiene.

Una delle possibilità che si possono verificare a seguito di un accertamento da parte del Fisco è l’invio di un avviso bonario (c.d. comunicazione di irregolarità).

In questo caso l’Agenzia delle Entrate comunica al contribuente la presenza di errori di compilazione della dichiarazione o di eventuali irregolarità nell’esecuzione dei versamenti. 

L’invio dell’avviso bonario crea un rapporto diretto tra Fisco e contribuente, che può in questo modo sanare la sua posizione evitando eventuali inutili iscrizioni a ruolo e le connesse cartelle esattoriali. 

Cosa si rischia? Oltre alla maggiore imposta dovuta, c’è la sanzione per i ritardati od omessi versamenti (pari al 30% dell’imposta richiesta) più gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo.

Cosa fare quando ricevo dal Fisco un avviso bonario?

In caso di notifica da Agenzia delle Entrate di un avviso bonario, il contribuente ha tre possibilità: pagare quanto richiesto con uno “sconto” immediato sulle sanzioni, chiedere all’Ufficio di annullare, in autotutela, l’avviso bonario in quanto “errato”, non fare nulla, sapendo però che, in quest’ultimo caso, il Fisco provvederà all’iscrizione a ruolo del debito inviando una cartella esattoriale con le sanzioni in misura piena.

Facciamo un esempio pratico.

Se il contribuente, sulla base della dichiarazione presentata, avrebbe dovuto versare € 100.000 ma non lo ha fatto, l’Agenzia delle Entrate notificherà l’avviso bonario nel quale chiederà il pagamento dell’imposta, degli interessi, nonché le sanzioni. 

L’imprenditore può, entro 30 giorni, decidere di:

  • pagare quanto richiesto nell’avviso bonario: in tale caso, beneficerà di uno “sconto” immediato sulle sanzioni che passeranno dal 30% (€ 30.000) al 10% (€ 10.000);
  • chiedere all’Ufficio di annullare, in autotutela, l’avviso bonario in quanto “errato”;
  • non fare nulla; in tale ipotesi, il Fisco notificherà la cartella esattoriale, applicando le sanzioni in misura piena (30%).

In ogni caso, la cartella di pagamento sarà autonomamente impugnabile dinanzi al Giudice tributario competente.

Attenzione ai vizi, possono portare all’annullamento dell’atto.

Il mancato invio dell’avviso bonario o un invio che non rispetti le procedure di notifica previste dalla legge costituisce un vizio che può essere fatto valere al momento della notifica della futura cartella esattoriale e portare alla nullità della pretesa impositiva del Fisco. 

Quindi, qualora dovessi ricevere un avviso bonario, non disperare perché non tutto è perduto e rivolgiti subito a un professionista per difenderti adeguatamente.

Non farlo può costarti caro. La mancata tempestiva risposta e/o adesione del contribuente alla “comunicazione di irregolarità” avrà come effetto “automatico” la perdita dello “sconto” sulle sanzioni.

La conseguente cartella esattoriale ti sarà notificata con applicazione delle sanzioni in misura “piena” (pari al 30% dell’imposta richiesta, in luogo del 10% applicato nell’avviso bonario). 

In tale situazione, non ti resterà, pertanto, altra via che quella del contenzioso tributario avverso la cartella di pagamento, a condizione, ovviamente, che la stessa sia “viziata”.

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Bene, siamo certi di averti convinto su almeno un punto. Tempestività e competenza sono due fattori fondamentali per evitare di mettere a rischio la tua azienda o addirittura il tuo patrimonio personale.

La partita col Fisco finisce quando l’avrai giocata sino in fondo.

Arrendersi e pagare non è mai la scelta migliore e sai perché? Anche il Fisco commette errori e tu devi essere pronto a intercettarli e mettere in campo la strategia difensiva.

Sei un imprenditore e hai un debito col Fisco superiore ai 100 mila euro e non sai cosa fare per risolverlo? Pensi che l’unica via di uscita sia pagare quanto ti viene richiesto senza difenderti?

Ma qui sta il punto. Per avere chance di successo nella fase di contenzioso è necessario che l’opposizione sia inattaccabile sotto l’aspetto tecnico e giuridico. Solo in questo caso avrai gli strumenti giusti per conoscere in modo chiaro, e con l’aiuto di uno specialista, come gestire un avviso di accertamento.

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