Si può annullare un’intimazione di pagamento? Ecco cosa devi sapere

articolo a cura di:
Stefano Aiello
Stefano Aiello

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annullare intimazione di pagamento

Annullare un’intimazione di pagamento

Negli ultimi mesi l’Agenzia delle Entrate ha rafforzato le operazioni di riscossione, tramite l’invio di migliaia di intimazioni di pagamento ad imprenditori e aziende italiane.

Per questo motivo se anche tu hai ricevuto un atto da Agenzia delle Entrate Riscossione in cui in alto a destra c’è scritto “intimazione di pagamento” allora non hai un minuto da perdere

Devi agire con la massima sollecitudine perché in questo caso il Fisco è impietoso e sta per aggredire il tuo patrimonio in modo pesante. 

L’intimazione di pagamento, infatti, è l’atto con il quale l’agente riscossore ti sollecita a pagare una determinata somma entro 5 giorni dalla sua ricezione.

Questo, insomma, è il momento di prendere in mano la situazione e affidarti ad un professionista esperto per non sbagliare la prossima mossa. 

Come richiedere l’annullamento all’ente creditore attraverso l’autotutela

Annullare un’intimazione di pagamento: come ben saprai, l’Agenzia dell’entrate – Riscossione ha il compito di riscuotere. La richiesta di pagamento vera e propria, tuttavia, arriva agli enti pubblici creditori, quali ad esempio INPS, Agenzia delle Entrate, comuni e altri. 

L’annullamento, detto “sgravio”, lo dovrai chiedere direttamente all’ente creditore a cui è riferito il tributo.

Ecco un esempio: se il Comune chiede all’Agenzia delle Entrate – Riscossione di riscuotere la tassa sui rifiuti (TARI) ma tu sei esentato dal pagarla, anche solo in parte, potrai chiedere direttamente al Comune di annullare, in tutto o in parte la richiesta 

L’istanza da rivolgere all’ente si chiama “autotutela”. 

Con l’istanza di autotutela chiedi all’ente di correggere il proprio errore

Se l’ente annullerà in tutto o in parte il debito, invierà all’Agenzia delle Entrate lo “sgravio”, cioè l’ordine di non procedere all’incasso.

L’Agenzia in questo modo non procederà esecutivamente

Se invece l’Agenzia delle Entrate non riceve dall’ente impositore lo sgravio, è obbligata per legge a procedere con la riscossione. 

Non c’è un termine per presentare la domanda. Il consiglio però è quello di agire tempestivamente con la tua strategia difensiva e l’aiuto di un team esperto come quello di CFC – Crisi Fiscale d’Impresa. 

Inoltre, in alcuni casi specifici previsti dalla legge,  puoi anche chiedere direttamente all’Agenzia delle Entrate riscossione la sospensione della cartella e attendere l’esito delle verifiche dell’ente impositore. 

Come richiedere l’annullamento al giudice tramite il ricorso

Per chiedere di annullare in tutto o in parte il debito presente nella cartella puoi fare ricorso all’autorità giudiziaria competente. 

Nell’atto impositivo che deciderai di impugnare, come ad esempio la cartella, troverai maggiori informazioni su come effettuare il ricorso e a quale giudice inviarlo. 

Se il giudice ti darà ragione, ossia accoglierà il ricorso, l’ente dovrà annullare il debito

Tuttavia, capita, a volte, che l’ente non si adegui alla decisione del giudice, rimanendo inerte. 

In questo caso, potrai far valere le tue ragioni attivando, sempre dinanzi al giudice, il cosiddetto “giudizio di ottemperanza”. 

Si tratta di un ulteriore ricorso, finalizzato a dare concreta attuazione a quanto già deciso da altro giudice a tuo favore ma non adempiuto, spontaneamente, dall’ente impositore.

Per segnalare qualsiasi irregolarità riscontrata è possibile comunque rivolgersi al Garante del contribuente con richiesta scritta in carta libera, specificando i propri dati anagrafici ed il codice fiscale. 

È possibile richiedere uno sgravio totale o parziale: nel primo caso il tributo viene annullato per intero, nel secondo caso viene annullato solo in parte. 

Al provvedimento di sgravio del tributo dovrà seguire il rimborso, totale o parziale, delle somme già eventualmente pagate. 

Annullare un’intimazione di pagamento con CFC – Crisi Fiscale d’Impresa.

L’intimazione di pagamento preoccupa moltissimi imprenditori perché, con essa, il Fisco ti sollecita a saldare il tuo debito entro cinque giorni dalla notifica, a pena di esecuzione forzata. 

Tuttavia, rappresenta anche il documento che può darti una grande opportunità per gestire e risolvere il tuo debito fiscale con l’Agenzia delle Entrate Riscossione. 

Ogni volta che l’imprenditore decide di ricorrere in giudizio, oltre il 50% delle volte riesce ad annullare totalmente o parzialmente il proprio debito con il Fisco.

Come vedi l’intimazione di pagamento può trasformarsi dall’incubo peggiore per un imprenditore alla sua più grande opportunità di risolvere i propri debiti con il Fisco.

Tuttavia parliamo di un atto estremamente delicato e per questo motivo serve necessariamente che ogni imprenditore sia affiancato da un professionista specializzato.

Se hai ricevuto anche tu un’intimazione di pagamento, noi possiamo aiutarti

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Da oltre 20 anni aiutiamo gli imprenditori a Risolvere le proprie posizioni debitorie con l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia), fino ad annullare avvisi bonari, avvisi di accertamento, cartelle di pagamento, ipoteche e pignoramenti del Fisco. 

Per questo motivo, se hai ricevuto l’intimazione di pagamento e vuoi Risolvere il tuo debito con il Fisco senza pagare quanto richiesto nei 5 giorni indicati, noi possiamo aiutarti.

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