Atto di pignoramento: come si gestisce fino a poterlo annullare

articolo a cura di:
Roberta Luprano
Roberta Luprano

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annullamento atto di pignoramento come gestirlo

Annullamento atto di pignoramento: come fare

Il pignoramento da parte del Fisco è, senza alcun dubbio alcuno, una delle azioni esecutive che preoccupa di più un imprenditore perché può riguardare beni immobili, beni mobili, conti correnti, conti postali e via dicendo.

Tuttavia l’aspetto che preoccupa di più è che può coinvolgere, indirettamente, anche i clienti debitori dell’imprenditore, ai quali viene intimato di pagare al Fisco quanto dovrebbero versare nelle mani dell’imprenditore (c.d. pignoramento presso terzi).

Se il creditore che bussa alla porta di un imprenditore si chiama ex Equitalia (oggi Agenzia delle Entrate Riscossione) significa aver davanti un ente pubblico pronto a esigere il pagamento del debito e che, in nome del superiore “interesse fiscale” alla pronta e sollecita riscossione dei tributi, non guarda in faccia nessuno, soprattutto dopo il periodo di due anni di blocco dell’attività di esattiva. 

Inoltre, non va in nessun modo preso sottogamba, specialmente se si fa riferimento a debiti superiori ai 100 mila euro, richiesti con un’intimazione di pagamento che ti lascia solo 5 giorni per onorare il debito, a pena di subire l’esecuzione forzata tramite il citato pignoramento.

Tuttavia è ancora possibile gestire e in alcuni casi anche annullare un atto di pignoramento

Annullamento atto di pignoramento: fai attenzione ai vizi di notifica

Solo quando le cartelle esattoriali sono state notificate correttamente l’Agenzia delle Entrate Riscossione può procedere al recupero coattivo del credito.

Per questo fai molta attenzione alla presenza di vizi di notifica.

L’Agenzia delle Entrate Riscossione ha l’obbligo di allegare all’atto di pignoramento, ed in generale a tutti gli atti relativi al procedimento di esecuzione, le cartelle di pagamento, gli avvisi di addebito o gli avvisi di accertamento esecutivo che ne costituiscono il presupposto. 

L’obbligo nasce dalla necessità di garantire il corretto esercizio del diritto di difesa da parte del contribuente e della necessità di rendere comprensibili tutte le somme poste alla base della pretesa erariale.

Per l’annullamento dell’atto di pignoramento, attenzione però: c’è anche un altro caso che devi tenere d’occhio. 

Non tutti sanno che la citata intimazione di pagamento, che, di regola, anticipa il pignoramento, ha una efficacia limitata nel tempo.

Questo vuol dire che l’Agenzia delle Entrate Riscossione potrà procedere all’esecuzione forzata (ossia al pignoramento) al massimo entro 180 giorni dalla notifica dell’intimazione stessa. 

Per questo motivo, infatti, l’Agenzia delle Entrate Riscossione non potrà attivare alcuna procedura esecutiva, salvo notificare una nuova intimazione di pagamento. 

Ecco perché diventa fondamentale verificare il rispetto di tali termini con un professionista specializzato. 

Quando i beni sono detenuti da soggetti terzi: il c.d. pignoramento presso terzi, anche del conto corrente

L’Agenzia delle Entrate riscossione ha la facoltà di attivare un pignoramento su dei beni detenuti da soggetti terzi

L’articolo 72 bis del DPR 602/73 afferma che, fatta eccezione per i crediti pensionistici, l’Agenzia delle Entrate Riscossione può direttamente intimare al “terzo debitore” (che sia Banca, Datore di lavoro ecc) di pagare il credito direttamente all’Ente, fino alla concorrenza del credito per cui si procede. 

Il pagamento da parte del terzo dovrà avvenire nel termine di 60 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento, per le somme maturate antecedentemente alla notifica dell’azione esecutiva.

Nel caso in cui il terzo pignorato sia un soggetto detentore di crediti pensionistici (come ad esempio l’inps), considerata la particolarità degli stessi Ex Equitalia, dovrà obbligatoriamente instaurare una procedura di espropriazione dinanzi al Giudice dell’Esecuzione del tribunale competente. 

Pignoramento dell’immobile

Il pignoramento immobiliare è previsto dall’articolo 76 DPR 602/73, intitolato “espropriazione immobiliare”. 

In questo caso, l’Agenzia delle Entrate Riscossione, può procedere solo se l’importo complessivo del proprio credito supera una cifra pari a 120.000 euro a differenza dell’ipotetica esattoriale (secondo l’articolo 77 Dpr 602/73) la quale prevede un limite di procedibilità ben più basso, cioè pari ad una cifra di 20.000 euro.

Ricordati, comunque, che, salvo rare eccezioni, non è ammesso il pignoramento della prima casa.

Hai ricevuto un atto di pignoramento? Scopri come possiamo aiutarti

Tante volte l’imprenditore solo a seguito della notificazione di un’intimazione di pagamento o di un pignoramento prende atto dell’esistenza del suo debito tributario, o anche solo di una parte di esso che prima ignorava.

Grazie all’aiuto di un legale di CFC Crisi Fiscale d’Impresa puoi ottenere l’annullamento del pignoramento o dell’intimazione di pagamento, puntando anche ad annullare il debito a essi sotteso, come nel caso risolto dal nostro Avvocato Claudia Patrone.

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